Metalmeccanici, contratto derrogabile. Ddl lavoro, anticipato il ricorso all´arbitrato. Pd e Cgil: grave strappo

30/09/2010

ROMA – Arrivano le deroghe nel contratto dei metalmeccanici. Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm hanno raggiunto ieri l´accordo che permette alle aziende, d´intesa con i sindacati, di disciplinare specifiche materie in maniera diversa da quanto previsto dal contratto nazionale. «Uno strappo democratico gravissimo», l´ha definito il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che non ha partecipato al negoziato non avendo sottoscritto il contratto nazionale del 2009 che apre la strada, appunto, alla derogabilità. «Un accordo che favorirà gli investimenti», invece, secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Le deroghe potranno essere definite in tutti i settori e non solo in quello dell´auto dal quale è nata questa vicenda. A "imporre" un´accelerazione all´intesa di ieri è stata, infatti, la Fiat di Sergio Marchionne. L´ad del Lingotto ha chiesto certezze in tempi rapidi dopo che il referendum sulla nuova organizzazione del lavoro nello stabilimento di Pomigliano d´Arco non si tradusse in un plebiscito tra i cinquemila lavoratori: i sì arrivarono al 63 per cento, un livello secondo la Fiat da non garantire la piena governabilità della fabbrica dove il gruppo sta investendo 700 milioni di euro. Il nuovo contratto dovrebbe così creare una rete protettiva dalle "incursioni" dei ricorsi giudiziari.
L´accordo sulle deroghe non ha tuttavia chiuso il capitolo delle modifiche al sistema delle relazioni industriali perché la Fiat insiste anche nel chiedere un contratto specifico per il comparto dell´auto. Ieri la Federmeccanica ha rilanciato la questione. Uilm e Fim sono contrari ma il 5 ottobre ci sarà un incontro a Roma tra la Fiat e, questa volta, tutti i sindacati.
Le deroghe, temporanee o sperimentali, saranno possibili o per contenere gli effetti economici e occupazionali di una crisi aziendale; oppure per favorire nuovi investimenti e nuove iniziative industriali. L´accordo – sulla scia di un´intesa identica, anche se mai applicata, tra i chimici – precisa le materie che non possono essere modificate: i minimi tabellari, gli scatti di anzianità, l´elemento perequativo (una voce contrattuale che tutela i lavoratori privi del contratto aziendale), i diritti individuali, infine, derivanti da norme «inderogabili» di legge.
Tassello dopo tassello – con l´opposizione della Cgil – sta prendendo corpo un nuovo modello di relazioni industriali così che sembra già scolorire la cosiddetta "svolta di Genova" quella dello scorso week-end con l´invito di tornare al tavolo rivolto dalla Confindustria a Epifani. Al nuovo modello contribuiscono anche il governo e la maggioranza. Ieri al Senato è passato, in sesta lettura, il controverso disegno di legge sull´arbitrato che in una prima versione tendeva pure ad aggirare le tutele previste dall´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Anche per questo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non firmò la legge e la rinviò in Parlamento per un nuovo esame.
Il testo approvato a Palazzo Madama modifica, tra l´altro, i tempi entro i quali scegliere se affidarsi all´arbitro (tranne che per i licenziamenti) oppure al magistrato per la risoluzione delle controversie. Tale scelta va fatta entro trenta giorni dall´assunzione. Nella versione licenziata dalla Camera, dove il ddl dovrà tornare, si prevedeva, invece, per effetto di un emendamento del Pd, che si potesse scegliere una volta sorta la controversia tra il lavoratore e il datore di lavoro. Per l´opposizione e per la Cgil continua ad essere una norma «anticostituzionale».
Il disegno di legge contiene tantissime altre cose tra loro eterogenee e per questo criticate da Napolitano. È previsto, per esempio, l´abbassamento di fatto dell´obbligo scolastico da 16 a 15 anni, con l´ultimo anno in cui si può andare a fare l´apprendista anziché frequentare la scuola. I tempi per l´impugnazione dei licenziamenti (pure per quelli invalidi) si accorciano dagli attuali cinque anni a 60 giorni (più i 270 giorni per il deposito dal giudice). Tornano i risarcimenti per le vittime dell´amianto sulle navi di Stato (stanziati 5 milioni di euro l´anno a partire dal 2012) ma si elimina l´eventuale responsabilità penale degli ammiragli.
E poi le norme sui dirigenti del servizio sanitario che potranno lavorare fino a 70 anni di età. Infine viene confermata la delega al governo per la definizione dei lavori usuranti e si allungano i tempi per la riforma degli ammortizzatori sociali: l´esecutivo potrà varare i decreti delegati entro due anni dall´approvazione della relativa delega.