Mestre. Guardie in sciopero, code per prendere l’aereo

27/07/2004


          MARTEDÌ, 27 LUGLIO 2004
            Pagina 20 – Mestre
             
            Guardie in sciopero, code per prendere l’aereo
             
            Pomeriggio di lamentele e lunghe attese al Marco Polo per i controlli ai varchi
             «Adesione superiore all’80 per cento» dicono i sindacati Volantinaggi tra le valigie dei vacanzieri

            di Marianna Bonso

            Oltre 25 voli in ritardo. Lunghe attese ieri al Marco Polo, per via dello sciopero del personale di Save Security. Sciopero indetto da Filcams e Filt Cgil, Fit-Uil dalle 12 alle 16 (orario dimezzato rispetto alla proposta dei sindacati). Serpentoni di passeggeri in attesa del controllo ai varchi, è comunque stata garantita l’apertura di cinque archetti rispetto ai nove totali. I disagi sono stati inevitabili per i viaggiatori ed i ritardi dei voli in partenza, in certi casi, hanno sfiorato i 60 minuti.

             Nessuno ha comunque perso l’aereo. Niente scene epiche ed a parte il comprensibile malumore dei passeggeri, la giornata è scivolata senza intoppi. «Un successo, l’adesione allo sciopero è stata dell’80%», assicura Walter Calzavara della Filcams Cgil. «Nonostante Save ci abbia messo i bastoni fra le ruote – aggiunge Giovanni Reina di Fit Uil – indicando i comandati in servizio all’ultimo momento». Procedure meticolose ai varchi. I dipendenti di Save Security che non hanno manifestato si sono dedicati ai controlli con uno zelo provocatorio. Lo sciopero di ieri rappresenta il culmine della protesta in atto da marzo al Marco Polo. Terzo scalo italiano per traffico aereo ma dove il personale della sicurezza è assunto con il contratto delle guardie giurate, ovvero quello del commercio. I sindacati (Cisl esclusa) chiedono da mesi il passaggio al contratto dei trasporti che vorrebbe dire più formazione, più retribuzione e turni di lavoro diversificati. La protesta è nata in seguito a tre episodi. Ai varchi, nonostante metal detector e scanner, due finti ordigni riuscirono a bucare i controlli (uno in un’ispezione dell’Enac; l’altro infilato nella borsa del direttore dello scalo veneziano), mentre due ispettori Enac riuscirono a raggiungere un velivolo statunitense a piedi. L’attenzione ricadde prima sui giovani della Save Security poi sul direttore, con taglio di teste e di poltrone. I sindacati iniziarono le mobilitazioni, culminate con lo sciopero di ieri.


             L’ora peggiore per i passeggeri in transito è stata dalle 14 alle 15, ma per Save i ritardi sono stati contenuti. Da oggi a settembre c’è il blocco degli scioperi, ma Umberto Tronchin della Filt Cgil ventila che tra due mesi la situazione potrebbe nuovamente precipitare. Disagi e code fisiologiche invece da oggi, per l’intenso traffico aereo. Ieri, quando alle 14 la coda ai varchi arrivava fino a fuori, non sono mancate le lamentele anche se Save e sindacati hanno avvisato continuamente i passeggeri dei motivi del disagio. Altoparlanti e personale della sicurezza che distribuiva volantini, mentre alle 13 la coda ai check-in era maggiore di quella ai varchi, nonostante lo sciopero. Il primo in Italia del personale della sicurezza. «A Venezia – sostiene Reina – siamo l’unico aeroporto dove il personale della sicurezza ha un contratto commerciale». Contratto sbagliato per dipendenti con forti responsabilità, sotto pressione e non giustamente retribuiti, dicono i sindacati. Tutti giovanissimi i dipendenti della Save Security, ieri hanno aderito allo sciopero in massa, mentre chi era diretto ai luoghi della vacanza alla fine si è trovato a fare i conti, ancora una volta, con problemi di lavoro.