Mestre. Centri commerciali antisindacali

26/03/2004


VENERDÌ 26 MARZO 2004

 
 
Pagina 25 – Mestre
 
 
di Michele Bugliari
Centri commerciali antisindacali
Il giudice condanna quattro aziende per aver sostituito chi scioperava

Metro, Coop Adriatica Carrefour e Castorama denunciati dalla Cgil


     MESTRE. Nel giorno dello sciopero generale il giudice condanna per condotta antisindacale Metro, Cooperativa Adriatica, Carrefour e Castorama. La sezione del lavoro del Tribunale di Venezia ha censurato la sostituzione di cassiere ed addette alla vendita, in giornate di sciopero, con personale di mansioni superiori.
     Il magistrato ha condannato anche l’utilizzo di addetti provenienti da altre sedi di lavoro. E’ successo, infatti, che per coprire i posti di lavoro degli scioperanti, siano stati chiamati dipendenti della stessa azienda ma da fuori provincia ed addirittura da fuori regione.
     Ieri Giuseppe Sforza di Cgil-Filcams provinciale ha fatto il punto sulle cause, che pur stabilendo garanzie importanti alla tutela del diritto di sciopero, non comportano misure di risarcimento. «Il giudice ordina alle imprese – ha spiegato l’avvocato Alessandro Grandese, legale di Cgil-Filcams – di desistere dal comportamento antisindacale e di non ripeterlo. Nel caso in cui la condotta lesiva del diritto di sciopero sia reiterata, si passa da un illecito civile ad uno penale. Infatti, si configura il reato di inadempimento di un ordine dell’autorità giudiziaria, previsto dall’articolo 650 del codice penale».
     I ricorsi della Cgil sono stati fatti in base all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori sulla repressione della condotta antisindacale. L’avvocato che ha patrocinato le azioni legali, ha spiegato che in due dei quattro casi, il giudice ha censurato il comportamento lesivo dello sciopero con un decreto e nelle restanti due situazioni con sentenza di primo grado.
     Una delle aziende condannate in primo grado è già ricorsa in appello, per cui è facile intuire che la guerra legale innescata da Cgil-Filcams potrebbe durare a lungo. Per l’avvocato Grandese, i quattro pronunciamenti giudiziari contro la condotta antisindacale hanno particolare importanza, perché contraddicono la giurisprudenza della Corte di cassazione imposta con una sentenza del luglio 2002. Giuseppe Sforza di Cgil, invece, ha evidenziato: «Il giudice ha ristabilito il rispetto una volta per tutte dello sciopero, diritto garantito dalla Costituzione e dallo statuto dei lavoratori. Le imprese si ricordino che possono contrastare le astensioni dal lavoro, solo con mezzi legali e il metodo migliore è quello di sedersi al tavolo della contrattazione con i sindacati».
     Il responsabile di Filcams sostiene che gli scioperi contrastati con misure antisindacali sono stati quello degli scorsi 20 e 24 dicembre e del 17 gennaio. In alcuni casi, le aziende sarebbero riuscite a mantenere aperti dei centri commerciali, nonostante lo sciopero, radunando in una sede dipendenti da tutta Italia.
     Ma un’operazione del genere non costa di più ad un’impresa che tenere chiuso un punto vendita? «Infatti, ma con questa strategia le aziende miravano – dice Sforza – a togliere ai lavoratori il più importante strumento di lotta: lo sciopero». Oggi, naturalmente, anche i lavoratori del commercio di Cgil, Cisl e Uil aderiranno allo sciopero nazionale.