“MestierInventati” Gordievskij: «Quel bugiardo voleva rovinare Prodi»

07/12/2006
    gioved� 7 dicembre 2006

      Prima Pagina (segue a pag.19 – Esteri

        L�INTERVISTA

        Il colonnello Gordievskij La fonte russa "Scaramella voleva la testa di Prodi"

        "Cos� quel bugiardo
        voleva rovinare Prodi"

          L�ex spia Gordievskij: Scaramella? Un caso psichiatrico

            Litvinenko accus� il presidente del Consiglio: � il nostro uomo Una sola ossessione: trovare prove contro uomini politici di sinistra consulente Il senatore Guzzanti mi chiese di ricevere questo suo consulente in cui riponeva massima fiducia Cos� inizi� il mio tormento il bersaglio Voleva la testa di Prodi. Ma non fui io a dargliela. Fu Aleksandr Litvinenko nel bar di un elegante hotel di Regent Street

              Carlo Bonini
              Giuseppe D�Avanzo

                Due squilli di telefono. Una voce decisa. �Sono Oleg Gordievskij�. Il colonnello Oleg Gordievskij, pochi giorni prima di fuggire dall�Unione Sovietica nel 1985, era stato nominato residente del Kgb a Londra. Aveva cominciato nel 1974 a lavorare per il Sis, il servizio informazioni segreto britannico (chiamato anche Mi6) come agente infiltrato nel Kgb: un agente doppio, dunque, in grado di raccontare di talpe e doppiogiochisti nel "grande gioco" dello spionaggio ai tempi della Guerra Fredda. Per la sua credibilit� e per le sue conoscenze, Gordievskij � un nome che ritorna spesso – oggi in Italia – nelle presunte "esplosive rivelazioni" di Paolo Guzzanti e Mario Scaramella. Sarebbe Gordievskij, il desiderato, ambitissimo, attendibile testimone della commissione Mitrokhin capace di "incastrare" Romano Prodi come �uomo del Kgb�.

                Signor Gordievskij, vorremmo farle alcune domande su Mario Scaramella.

                  �Possiamo anche chiudere subito la conversazione, visto che immagino le domande. Mario Scaramella � un lurido bugiardo. Quel che ha riferito delle nostre conversazioni e del nostro rapporto � falso dalla prima all�ultima parola. Non ho mai detto che Prodi � stato un agente del Kgb, n� ho mai sostenuto che sia stato "coltivato" dall�intelligence sovietica. Fatevelo dire, soltanto in Italia pu� essere dato credito a un caso psichiatrico come Scaramella. Devo dire altro?�.

                  Se non le dispiace, vorremmo avere da lei qualche dettaglio pi� preciso. E cominceremmo dall�inizio di questa storia. Quando e come ha conosciuto Mario Scaramella?

                    �Purtroppo mi sono imbattuto in questo stupido bugiardo circa tre anni fa. Ricevetti una e-mail dal senatore Paolo Guzzanti, che conosco da tempo. Mi chiese di ricevere in Inghilterra questo suo consulente, in cui riponeva massima fiducia, sollecitandomi a collaborare con lui e con le sue indagini sul dossier Mitrokhin. Cos� inizi� il mio tormento�.

                    Perch� "tormento"?

                      �Scaramella cominci� ad alluvionarmi con e-mail prolisse, logicamente sconnesse, zeppe di richieste incomprensibili, basate su informazioni altrettanto incomprensibili e, soprattutto, di misteriosa provenienza. La conoscenza diretta e personale di questo spostato non miglior� la situazione. Io mi illudevo che l�interesse di Guzzanti e di Scaramella fosse legato ai tentativi di penetrazione del Kgb nella sinistra italiana negli anni ‘70-�80. Come del resto era avvenuto in Francia e in Germania. Dunque, pensavo che la vostra commissione Mitrokhin volesse approfondire il lavoro svolto da un centinaio di agenti del servizio segreto sovietico in Italia. Le cose purtroppo non stavano cos�.

                      E come stavano?

                        �Scaramella, sostenuto da Guzzanti, cominci� a ossessionarmi chiedendomi di consegnargli le parti non diffuse dell�archivio Mitrokhin. La richiesta in s� era un non senso. Ma, siccome sono una persona educata, gli spiegai come stavano le cose. Gli dissi che ero un semplice cittadino e non avevo la disponibilit� materiale dell�archivio Mitrokhin. Gli dissi che certe domande andavano fatte eventualmente alle autorit� inglesi. Una persona normale, se si sente dare una risposta del genere, che fa? La smette. Al contrario, ottenni l�effetto opposto come se la mia indisponibilit� eccitasse Scaramella. Mi torturava, lasciandomi capire – tra l�altro – che non gli importava poi molto degli argomenti su cui avrei potuto essergli davvero d�aiuto�.

                        Che cosa voleva allora Scaramella?

                          �Voleva la testa di Prodi. Ma non fui io a dargliela. Fu Aleksandr Litvinenko. Ricordo ancora perfettamente cosa accadde�.

                          Che cosa ricorda?

                            �Ricordo il bar di un elegante hotel di Regent Street, un magnifico calice di vino rosso e Aleksandr che, alla mia presenza, racconta a Scaramella una confidenza ricevuta, a suo dire, a Mosca, e prima di fuggire a Londra, da quello che allora era il suo vicedirettore al Fsb, Anatolij Trofimov. Ricordo ancora le parole di Aleksandr. Disse: "Quando confidai a Trofimov la mia idea di lasciare Mosca e riparare in Italia, il generale mi mise in guardia. Mi disse: stai attento, perch� in Italia ci sono molti ex uomini del Kgb. Persino Prodi � un nostro uomo�.

                            Scaramella sostiene che l�espressione "Prodi � un nostro uomo" sia sua. Di pi�: Scaramella sostiene che lei si sia spinto ad indicare il dipartimento del Kgb (il V, quello responsabile per le "misure attive") che avrebbe "coltivato" l�attuale premier italiano.

                              �E� un�immonda bugia. Quella frase, come stavo dicendo, fu pronunciata da Aleksandr Litvinenko. Io rimasi in silenzio e lo fissai a lungo. Evitai di dire in sua presenza quello che pensavo e che dissi e continuai a ripetere sia a Scaramella che a Guzzanti. Io non solo non avevo alcuna informazione su un qualsivoglia rapporto, di qualsivoglia genere, tra Prodi e il Kgb. Ma ero anche convinto che Aleksandr stesse mentendo due volte. Perch� non solo riferiva una circostanza non vera, ma per giunta la attribuiva a una fonte, Trofimov, che non avrebbe potuto smentirla perch� era stato ucciso. Insomma, ero convinto ieri e lo sono ancora di pi� oggi che Aleksandr, per ragioni legate alle continue difficolt� economiche, avesse alla fine deciso di dire a Scaramella quel che Scaramella voleva sentirsi dire. Forse perch� da questo immaginava di trarre qualche vantaggio in futuro. Del resto, Aleksandr scredit� Prodi non solo con Scaramella, ma anche con alcuni deputati europei inglesi che avevano lo stesso interesse. Questa � una cosa che so per certa, perch� quei deputati europei inglesi mi avvicinarono per tentare, inutilmente, di farmi confermare le confidenze di Litvinenko�.

                              Scaramella la sollecit� anche su altri uomini politici della sinistra italiana?

                                �S�. Non me ne chiedete per� i nomi. Non glieli lasciai neppure pronunciare�.

                                Signor Gordievskij, come � possibile che, con il pessimo giudizio che lei aveva di Scaramella, i vostri rapporti non si siano interrotti subito?

                                  �Io provai quasi subito a troncare, non appena mi fu assolutamente chiaro che prima mi liberavo di questo buffone e meglio sarebbe stato. Lo feci una prima volta rivolgendomi a Guzzanti. Gli mandai una mail dandogli conto delle insopportabili pressioni cui mi sottoponeva il suo consulente. Ricordo perfettamente che gli scrissi: "Scaramella is a mental case", Scaramella � un caso psichiatrico�.

                                  E Guzzanti che cosa le rispose?

                                    �Rispose, con quel suo modo bonario, che non dovevo preoccuparmi. Che stavo esagerando, che Scaramella era semplicemente una persona un po� sopra le righe, ma che questo non doveva preoccuparmi�.

                                    Cos� continuaste a vedervi.

                                      �Cercai di evitarlo. E quando capii che Guzzanti non me lo avrebbe tolto dai piedi e le pressioni su Prodi si fecero ancor pi� intollerabili, decisi di rivolgermi formalmente al controspionaggio inglese, l�Mi6. Raccontai cosa stava accadendo. Spiegai chi era questo buffone di Scaramella e che cosa pretendeva di farmi dire. L�Mi6 diede immediatamente corso alla mia denuncia, informandone il Foreign Office e il Sismi, cui venne chiesto che le attivit� di disturbo di Scaramella cessassero immediatamente. Ancora una volta, da persona abituata ad avere a che fare con persone serie, immaginavo di averci messo un punto a questa storia. Mi sbagliavo. Non molto tempo dopo i miei colloqui con l�Mi6, incontrai il mio amico Vladimir Bukovskij. Come sapete anche lui ha rapporti con Guzzanti per la "Mitrokhin" ed � stato contattato nel tempo da Scaramella. Bene, sapete che cosa mi viene a dire Vladimir? "Ho saputo da Guzzanti e Scaramella che ti sei lamentato con l�Mi6. I due sono molto preoccupati che tu trasformi questa storia in un caso diplomatico". Andai su tutte le furie. I miei colloqui con l�Mi6 erano avvenuti nella pi� assoluta discrezione. Guzzanti e Scaramella non solo non avrebbero dovuto esserne a conoscenza, ma, soprattutto, non avrebbero mai dovuto parlarne. Vladimir Bukovskij prov� a tranquillizzarmi, ma non ci riusc�. Abbiamo caratteri diversi. Lui ha un temperamento molto tollerante, al contrario del sottoscritto. E non ha mai reagito�.

                                      Perch� avrebbe dovuto reagire? Anche lui � stato messo sotto pressione da Scaramella?

                                        �Certo che � stato messo sotto pressione. Fu lui stesso a dirmelo. Ma, evidentemente, persino uno come Scaramella dovette presto capire che non avrebbe potuto in nessun modo accreditare le sue fandonie attraverso Vladimir. Anche perch� lui, davvero, se non altro per et� e per conoscenze, non avrebbe mai potuto verosimilmente essere indicato come riscontro di certe menzogne�.

                                        Quando ha incontrato l�ultima volta Scaramella?

                                          �Non voglio essere impreciso. Ma forse non sbaglio se vi dico quasi due anni fa. Era venuto in Inghilterra per una conferenza sull�inquinamento da radioattivit� del Mediterraneo. Dopo la conferenza, insistette per restare con me a cena e ricordo che lo portai in un piccolo ristorante cinese, molto economico e molto buono. Come al solito mi assill�, ma ebbi gioco facile mettendomi a parlare di cibo cinese. Per fortuna non dovr� pi� vedere la sua faccia. Soprattutto, spero di non dover pi� dover dar conto di lui. Un uomo del genere va soltanto dimenticato�.

                                          Dimenticato? Lei sa che cosa sta succedendo in Italia?

                                            �Eccome se non lo so. So che � sotto inchiesta e so che rilascia tre interviste al giorno. Bene, io penso che questo spettacolo sia indegno dell�intelligenza umana. Anzi, penso che sia un�offesa all�intelligenza. Ma come si pu� ancora stare a sentire un megalomane che � stato capace di mentire persino sul suo stato di salute? Che � arrivato a dire che nel suo corpo c�era una dose di polonio cinque volte superiore a quella letale, salvo uscire oggi (ieri, ndr) con le sue gambe dall�ospedale? Lo dico un�ultima volta. Credetemi: Scaramella is a mental case. Non va messo sotto inchiesta, non va buttato in un carcere: va consegnato alle cure di un efficiente staff medico che si prenda cura della sua psiche e, in silenzio e per il suo equilibrio, lo faccia dimenticare�.