Messina. «Conad»: ultimo appello al ministero

31/10/2002



30 ottobre 2002
MESSINA
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«Conad»: ultimo appello al ministero
Ennesimo intervento di Cgil, Cisl e Uil: «Accordi non rispettati»

Nuova puntata dell’ennesima vertenza legata alla liquidazione della «Ce.Di Puglia» (branca meridionale del «Gruppo Conad»), che rischia di portare al licenziamento di oltre mille lavoratori sparsi tra la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia e di cui circa 250 nella sola provincia di Messina.
Attrici di questo episodio, le segreterie nazionali di Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil che, congiuntamente, hanno preso carta e penna e rivolto l’ennesimo appello al Ministero del Lavoro, chiedendo la convocazione di un nuovo tavolo di concertazione.
«Come deciso durante l’ulteriore riunione presso codesto Ministero – scrivono i rappresentanti delle tre sigle di categoria – le scriventi organizzazioni sindacali si sono attivate effettuando incontri sia in Puglia che a Roma. Allo stato attuale, le dichiarazioni di disponibilità, non essendosi ancora concretizzate in impegni giuridicamente concreti, non ci consentono di registrare i riscontri positivi auspicati. Siamo fortemente preoccupati per la situazione venutasi a creare in quanto, a tutt’oggi, non intravediamo soluzioni che possano garantire i livelli occupazionali in tutto il perimetro aziendale di “Ce.Di” Puglia e sue controllate, d’altro canto, gli stessi impegni sanciti nel verbale del 2 ottobre, allo stato, non sono stati mantenuti (saldo dello stipendio d’agosto). Tali forti preoccupazioni ci inducono a chiedere l’autorevole intervento del Ministero. A tal proposito si chiede di valutare l’opportunità di sollecitare un intervento della Task Force Nazionale. Nel chiedere di convocare tutte le parti, diamo una nostra disponibilità per il prossimo 7 novembre».