Messina. «Conad», i dipendenti senza un futuro certo

25/10/2002



24 ottobre 2002
messina
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1- Messina. «Conad», i dipendenti senza un futuro certo
2- Catania. Conad, i lavoratori catanesi esclusi dalle trattative

Incombe l’ombra del fallimento

«Conad», i dipendenti
senza un futuro certo

Ieri ennesimo inutile incontro

    Il futuro dei dipendenti del «Gruppo Conad» è sempre più nero
    e l’ipotesi che si rafforza sempre di più è quella del fallimento e
    della successiva messa in liquidazione della società che gestisce
    i punti vendita «Conad», «Girasole» e affiliati in Puglia, Basilicata,
    Calabria e Sicilia. La cattiva notizia è piovuta sulla testa dei lavoratori
    (1.100 nella quattro regioni, circa 400 in Sicilia e 250 nella sola
    provincia di Messina) direttamente dalla sede del Ministero del
    Lavoro dove, ieri mattina, si è svolto l’ennesimo incontro tra i
    funzionari del dicastero diretto da Roberto Maroni, i rappresentanti
    del «Gruppo Conad», quelli dei papabili acquirenti o presunti tali e
    le organizzazioni sindacali di categoria (Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl
    ed Uiltucs/Uil). A fronte dei quattro possibili acquirenti, nessuna
    proposta capace di risolvere veramente la crisi, che rischia di
    penalizzare ulteriormente il già deficitario universo occupazionale
    del Mezzogiorno e della città dello Stretto in particolare.
    Subito di scena sono uscite le cooperative di Modica e Ragusa che,
    forse, si sono trovate davanti un problema più grande delle loro
    stesse capacità finanziarie. Ha fatto retromarcia anche «Conarent»
    che, nel corso dell’incontro ristretto svoltosi a Bitonto in Puglia,
    ha ribadito il suo interesse esclusivamente a rilevare i punti vendita
    di Puglia, Basilicata e Calabria con l’esclusione proprio dei punti
    vendita siciliani, che rappresentano quasi il 50% dell’intero pacchetto.
    Una proposta bocciata sia dai sindacati, sia dal Ministero del Lavoro
    che, addirittura, aveva invitato la società a ripensare la proposta e
    ad allargarla, almeno in parte, ai punti vendita dell’isola.

    Il gran rifiuto della «Conarent» —
    Ed, invece, la «Conarent»
    oggi ha deciso di uscire di scena, respingendo la proposta ministeriale.
    L’unica novità odierna è la proposta avanzata dalla «Disal», una
    società controllata dallo stesso «Gruppo Conad», ma che è interessata
    soltanto a rilevare i punti vendita pugliesi e, per di più non tutti.
    Una proposta oscena – la definisce Massimo Currò, della Filcams/Cgil –
    che non prevede nemmeno l’acquisizione dei nove negozi
    affiliati della Siderai…».
    Rimane un’indiscrezione, almeno per ora, anche la presunta proposta

    lanciata dalla multinazionale francese «Carrefour» che, l’estate scorsa,
    ha rilevato l’ipermercato «Il Continente» di Milazzo.
    Pare che martedì, a Milano, sia svolta una trattativa in tal senso, ma
    della quale non si conoscono ancora i particolari. Le organizzazioni
    sindacali, inoltre, pensano si tratti solo di un altro bluff della «Conad»
    e si concentrano solo su ipotesi concrete che, però, latitano.
    «Investiremo del problema – ha concluso Massimo Currò – i segretari
    nazionali di categoria ed i segretari confederali, perchè la vertenza
    “Conad” nel Mezzogiorno rischia di assumere, anche se con le debite
    proporzioni, quello che la vertenza Fiat sta significando per l’intero Paese.
    In gioco ci sono oltre mille lavoratori diretti, per non parlare dell’indotto,
    è necessario che i Governi nazionale e regionali intervengano a sostegno
    di questi lavoratori e della vertenza tutta».
    Massimiliano Mondello



  
cronaca di catania
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Conad, i lavoratori catanesi esclusi dalle
trattative
Svolta negativa, come già si temeva, per la vertenza

dei lavoratori degli ex supermercati Conad.
I lavoratori siciliani – e fra questo dunque i 120

lavoratori catanesi dei punti vendita cittadini – sono
stati ufficialmente tagliati fuori dalle trattative nazionali
tra proprietà, ministero ed organizzazioni sindacali
dalla stessa "Conad Italia" .
A portare questa brutta notizia ai lavoratori è stata

Luisa Albanella, segretario della Filcams Cgil di Catania,
che ha partecipato all’incontro romano.
«L’incontro tenutosi oggi (ieri per chi legge n.d.r.) a

Roma – spiega – tra i sindacati e i rappresentanti di
Conad Italia doveva servire a trovare qualche spiraglio
per tutti i lavoratori italiani. Ma la Conad ha detto chiaro
e tondo che non era interessata ai negozi facenti capo
alla società "Marketing Sud", che comprende appunto
le regioni Sicilia e Calabria.
«La trattativa in corso, che prosegue sulla base di un

progetto Conad, dunque – conclude – non riguarda più
i lavoratori siciliani».
La situazione si conferma più che mai drammatica per i

400 lavoratori dell’Isola: a Catania i dipendenti Conad a
rischio sono 120. Le altre città siciliane toccate dalla
vertenza sono Messina, Palermo e Trapani.
Filcams Cgil, Fiscact Cisl e Ultucs Uil preannunciano

assemblee e lotte di fuoco per i prossimi giorni a Catania,
ma è scontato che la vertenza si giocherà sul terreno
regionale.
La vertenza Conad è stata una delle vertenze simbolo

dello sciopero generale della Cgil che si è svolto venerdì;
proprio i lavoratori ora disoccupati della Conad,
assieme a quelli della Keyes di Fiumefreddo,
hanno aperto la manifestazione
catanese.
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