Messina. Conad-Girasole, a giorni gli stipendi arretrati

08/11/2002







Anno 50
Venerdì 8/11/2002





Il futuro della catena di supermercati rimane buio: lunedì inizieranno le procedure di fallimento
Conad-Girasole, a giorni gli stipendi arretrati

Ivana Cammaroto


I lavoratori messinesi del gruppo Conad-Girasole sono tornati dalla “marcia su Roma” ma il rischio era quello di passare una nottata davanti al ministero del Lavoro. Quella di ieri è stata infatti una dura giornata di trattative per ottenere almeno il pagamento degli stipendi arretrati, con la ferma intenzione dei dipendenti della catena CediPuglia di proseguire ad oltranza il sit-in davanti al ministero. Alla fine i rappresentanti sindacali, ricevuti dal dirigente dell’ottava divisione del Dipartimento delle politiche del lavoro, Erminia Viggiani, sono riusciti a strappare la garanzia del versamento, entro il prossimo giovedì, di parte delle mensilità (un milione e 600mila di vecchie lire per ogni dipendente, 800mila per i part-time). Ma sul futuro dei supermercati che rischiano la chiusura si va ancora avanti di vertice in vertice. «Rispetto a come era iniziato l’incontro – ha commentato il segretario provinciale della Fisascat-Cisl, Daniele Grieco – la conclusione è stata in parte positiva. I dipendenti avranno almeno alcune somme. Sul futuro dei centri il lumicino c’è sempre e non vogliamo che si spenga». Martedì prossimo dovrebbe svolgersi un nuovo confronto romano, alla presenza dei funzionari dei ministeri del Lavoro e delle Attività produttive. Ma è l’ennesimo ed intanto lunedì inizieranno le procedure di fallimento considerato che l’azienda è stata messa in liquidazione già da diverse settimane. La vertenza, che si trascina da troppi mesi, non è per niente in una fase conclusiva. La delegazione sindacale messinese, composta da Grieco, Giuseppe Benanti della UilTucs e da Massimo Currò della Filcams-Cgil, insieme ai segretari nazionali di Filcams, Fisascat e UilTucs, mentre i lavoratori arrivati dalla Sicilia, dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria protestavano all’esterno delle mura ministeriali, ha avuto un lungo confronto con i commissari liquidatori della società, Vito Nanna, Giovanni Gentile e Pasquale Ronco. Si tratta sempre sull’acquisizione dei punti vendita (15 quelli della città e della provincia) da parte di altri gruppi imprenditoriali. Sul tavolo rimangono alcune proposte e adesso che i tempi stringono è iniziata una vera corsa per trovare alternative al fallimento. Anche se quest’ultima sarebbe una strada conveniente per chi potrebbe essere interessato all’acquisizione dei market, ottenendo soprattutto un abbattimento dei costi della manodopera. La linea che i sindacati adesso intendono intraprendere è quella di attendere l’esito del nuovo vertice. «Siamo riusciti ad avere un accordo sullo stipendio – ha commentato Currò della Filcams – e tutto è rimandato a martedì prossimo». «Vedremo – ha aggiunto Grieco – se le proposte che sono sul tavolo potranno essere accettabili». Fino ad oggi ogni tentativo di garantire la continuità lavorativa ai 250 dipendenti messinesi con un rilancio aziendale è andato a scontrarsi con una logica di mercato ancora poco comprensibile.