«Mercoledì in piazza e ci sarà lo sciopero generale»

21/03/2002






«Mercoledì in piazza e ci sarà lo sciopero generale»

I sindacati proclamano la mobilitazione unitaria entro aprile. Dissensi sulla strategia tra Cofferati e Pezzotta

      ROMA – La manifestazione della Cgil sabato prossimo «contro il terrorismo, per la democrazia e i diritti», con Sergio Cofferati che definisce «indegne» le accuse di istigazione all’odio lanciate contro il maggior sindacato italiano «più volte vittima del partito armato». Una giornata di mobilitazione unitaria mercoledì 27, in tutte le città italiane, «aperta a tutte le forze politiche». E lo sciopero generale entro aprile, da fissare la prossima settimana. Sempre che gli inviti al dialogo, giunti ieri dal governo, non si traducano in una riapertura del tavolo negoziale. Il ministro del Welfare Roberto Maroni avrebbe già tentato un approccio con i tre sindacati. Un incontro saltato «per un equivoco» ha detto ieri Savino Pezzotta durante la trasmissione «Porta a Porta». E per ora la risposta dei sindacati confederali all’assassinio di Marco Biagi resta unitaria, per quanto articolata. Tante le adesioni allo sciopero di due ore proclamato dai sindacati, come ad esempio nella fabbrica Fiat Mirafiori di Torino. Numerose le manifestazioni spontanee a Firenze, Pordenone, Perugia, Palermo, Genova, Ancona. Intanto a Roma si è tenuto l’incontro tra i segretari generali Sergio Cofferati (Cgil), Savino Pezzotta (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). Univoca la condanna dell’atto terroristico («è la democrazia l’arma per combatterlo», ha detto Cofferati) e l’invito a trovare i responsabili, mentre ancora sono ignoti quelli dell’omicidio di Massimo D’Antona. Differenti le reazioni proposte. Per Cofferati la risposta più adeguata alla «legittima volontà» espressa dal governo di tirare dritto sulla riforma dell’articolo 18, avrebbe dovuto essere l’immediata fissazione dello sciopero. Quanto alla manifestazione della Cgil di sabato prossimo, Cofferati si sarebbe reso disponibile a «cambiarne le parole d’ordine» insieme a Cisl e Uil, trasformandola in un’iniziativa unitaria.
      Contrario Pezzotta: «C’è stata una vittima nelle file della controparte – avrebbe detto il leader della Cisl -. È stato colpito il dialogo. Non possiamo rispondere fissando lo sciopero. Quanto alla manifestazione, la sposti la Cgil, aderendo a un’iniziativa comune». Lo scontro tra Cofferati e Pezzotta si è riproposto anche sulla strategia da adottare con il governo. «La migliore risposta ora è far ripartire il dialogo» avrebbe detto il segretario della Cisl, con un occhio all’invito rivolto ieri dal governo. «Il dialogo può ripartire solo con lo stralcio dell’articolo 18» avrebbe replicato secco Cofferati. D’accordo Angeletti: «A una disponibilità al dialogo, il sindacato non può non rispondere con una analoga disponibilità – ha precisato il leader della Uil -. Quando verremo informati delle opinioni del governo è evidente che risponderemo». «Prendiamo atto delle divisioni – avrebbe tagliato corto Pezzotta -. Non volete spostare la manifestazione. Noi non ci saremo. Facciamone una insieme e non se ne parli più». È nata così l’idea di organizzare fiaccolate in tutte le città mercoledì 27 «contro il terrorismo e per la difesa della democrazia», cui invitare «istituzioni» (si pensa ai presidenti delle Camere) e associazioni. Nella serata, manifestazione conclusiva a Roma con i leader sindacali.
      Resta da fissare lo sciopero generale da tenersi entro aprile. Ma si attende una mossa del governo, cui sembra alludere Cofferati: «Se prima si dovessero creare le condizioni per un accordo, allora il problema si risolve prima della scadenza fatidica. Ma è sempre stato così: per il pubblico impiego i sindacati hanno fatto un accordo pochi giorni prima dello sciopero. E lo sciopero non c’è stato». Un comunicato della Cgil ha confermato la manifestazione di sabato, la cui organizzazione è in fase avanzata: 59 treni speciali, 9 mila pullman, 5 charter e tre navi per i collegamenti con le isole, due piazzole per i camper a Decima e Tor Vergata, corse rinforzate per i mezzi pubblici. «Gli obiettivi che dichiariamo come centrali – recita la nota – sono quelli della lotta contro il terrorismo, per la democrazia e l’affermazione dei diritti».
A. Bac.


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