MERCATONEUNO: OVVERO L’USO LIBERO E CREATIVO DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

04/02/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

4 febbraio 2003

MERCATONEUNO: OVVERO L’USO LIBERO E CREATIVO DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

MercatoneUno è specializzato in arredamento, tuttavia i suoi manager hanno raggiunto una competenza di livello superiore che non è quella di vendere mobili, ma di fare in azienda ciò che vogliono in barba a qualsiasi normativa. Specie per quanto riguarda la sorveglianza con telecamere senza autorizzazione. Potrebbero persino proporsi per insegnare ad altri imprenditori. Per esempio, con un corso intitolato: «Impiego libero delle telecamere nella videosorveglianza», e per maggiore chiarezza, questo sottotitolo: «Mentre proteggete la vostra merce, date un occhiata ai movimenti dei vostri dipendenti».

Il capitolo delle violazioni perpetrate dalla direzione di MercatoneUno riguarda praticamente tutto ciò che ha a che fare con i sindacati e che, dalle relazioni sindacali, deve trarre un parere o un consenso.

Il primo punto, come sempre in questi casi, volutamente ambiguo e di equivoco significato (fiscale? societario?) è la catena di controllo: c’ è MercatoneUno Services spa, società con sede a Imola in via Molino Rosso 3/c, che controlla una cinquantina di società in forma di srl, tutte con sede in via Molino Rosso 3/c; le srl gestiscono a loro volta gli ottanta punti vendita, con tremila dipendenti, sparsi sulla Penisola. MercatoneUno spa pretende di non avere nulla a che fare con la catena delle cinquanta srl. Anzi, – sostengono – non c’è catena, ma solo singole srl che gestiscono uno o al massimo due negozi.

I negozi MercatoneUno (i negozi si chiamano così, ovviamente) iniziano, circa un anno fa, a installare telecamere per la sorveglianza. Su questo c’è una normativa precisa: è prevista l’informazione alla rappresentanza sindacale interna, il materiale registrato deve essere ispezionabile alla presenza del rappresentante dei lavoratori, le camere devono essere posizionate in un certo modo cosicché non possano essere utilizzabili per la sorveglianza del personale.

Le telecamere installate nei negozi MercatoneUno sono – come dire – il risultato di una libera e molto creativa interpretazione delle norme: nessun avviso e nessun confronto con i rappresentanti sindacali; materiale registrato conservato a Imola, presso quella sede centrale che negano essere una sede centrale, in violazione di tutto, anche della privacy; apparecchiature di ripresa non segnalate e dunque nell’impossibilità, i sindacati interni, di sapere se sorvegliano le merci o i dipendenti.

Filcams Fisascat Uiltucs hanno presentato più denunce, a tutte le istituzioni e le sedi competenti. Innanzitutto al ministero del Lavoro. Scoprendo, tra l’altro, che la divisione del ministero che rilascia le autorizzazioni ha disposizioni diverse e difformi dalla divisione dello stesso ministero che colloquia con i sindacati sulla medesima materia.

Naturalmente, MercatoneUno Services spa alle convocazioni del ministero per il confronto con il sindacato non si è mai presentata.

«Adesso – dice Gabriele Guglielmi, responsabile per la Filcams della vertenza – abbiamo chiesto un incontro con le tre divisioni ministeriali che hanno competenze su questa materia. Bisogna partire di lì: appurare che la normativa sia univoca e applicata in modo univoco».

MercatoneUno, in materia, è molto creativo. Con l’aiuto del ministero rischia di essere il NumeroUno.