Mercatone Uno: proteste per i turni festivi

07/12/2000

06 Dicembre 2000

Zero domeniche
MERCATONE UNO. Proteste per i turni festivi

ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Una bella domenica di maggio, via al Giro d’Italia: Marco Pantani corre sulla sua bici, ma al Mercatone Uno, sponsor del campione, non tutti i lavoratori possono fare il tifo. Come in tutte le altre domeniche dell’anno, molti part-time di fresca assunzione, dovranno invece, tra un salotto e una cameretta dei bambini, tra un hi-fi e un cellulare, battere scontrini e scaricare pacchi.
Per carità, il lavoro è sacro, e se pure si deve faticare tutte le domeniche, ben venga il guadagno. Soltanto che non a tutti i dipendenti del Mercatone Uno – in tutta Italia una settantina di negozi, con in media 30-50 lavoratori ciascuno – il lavoro domenicale, così come è regolato, va proprio a genio.
Cambiano infatti le città, e cambiano i profili del lavoro. Dopo la recente riforma del commercio, firmata dal ministro Bersani, in tutto il paese sono soprattutto le grandi catene a potersi permettere di aprire la domenica, nei periodi di festa, nei tre mesi estivi, nelle città turistiche. Chi commercia fiori, o mobili, come il Mercatone Uno, può fare anche tutte le domeniche dell’anno, anche se a stabilire, in ultima istanza, gli orari, devono comunque essere i singoli comuni.
E qui sorgono i conflitti. Capita, per esempio nei Mercatone Uno di Cerasolo (Rimini) e Russi (Ravenna), che ci siano due tipologie di lavoratori, con diversi "diritti" e, a Cerasolo, diverse paghe. Come confermano i sindacalisti della Filcams-Cgil, Alberto Renzi e Giancarlo Marchi, nei locali in questione "i dipendenti full-time hanno, ogni due settimane, sabato, domenica e lunedì mattina liberi; i part-time lavorano tutte le domeniche". Quello che è peggio, è che a Cerasolo, "i vecchi assunti – continua Renzi – hanno maggiorazioni domenicali dell’80% nel periodo natalizio e del 50% nelle altre domeniche, anche se fuori busta paga (e perciò non validi ai fini pensionistici). Ai nuovi, l’azienda vuole riconoscere solo la maggiorazione del 30%, prevista dal contratto nazionale". Insomma, non solo ti fai tutte le domeniche al posto degli anziani, ma ti tocca pure di venire pagato meno.
Così al Mercatone Uno di Pesaro, accade che l’azienda possa ritirare le maggiorazioni domenicali – dell’80% e 50% – riportandole al 30%, perché coi lavoratori c’era soltanto un accordo verbale.
In genere, i negozi sono per il 75% proprietà della Mercatone Uno Service, per il 25% di singoli imprenditori o dei dipendenti. Il 15 dicembre, i sindacati confederali terranno un’assemblea contemporaneamente in tutti i locali (dalle 9 alle 10): si discuterà di lavoro domenicale e festivo, delle divisioni tra vecchi e nuovi assunti, tra full-time e part-time.