Mercatone Uno, Cigs per 3mila addetti

06/08/2015   (Il Sole 24 ore)

Via libera alla cassa integrazione per i dipendenti di Mercatone Uno. Nei giorni scorsi il ministero del Lavoro ha approvato il decreto per la concessione della cassa integrazione straordinaria: il provvedimento prevede la l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per un anno, con decorrenza 7 aprile 2015, per gli oltre 3mila dipendenti del gruppo.

Al momento della richiesta di concordato preventivo, lo scorso gennaio, la rete commerciale contava su 78 negozi e aveva maturato 780 milioni di euro di debiti, di cui circa 500 milioni al netto dell’indebitamento infragruppo.
Secondo i commissari straordinari del gruppo Mercatone Uno – Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari – il provvedimento «consentirà il pagamento delle indennità al personale interessato dalla cassa integrazione straordinaria: con il decreto approvato nei giorni scorsi, sostanzialmente tutto il personale dipendente di Mercatone Uno ha una copertura economica, derivante o dall’indennità di cassa integrazione o dalla retribuzione ordinaria dopo il riavvio delle attività dei punti vendita».  Ottenuta la cassa integrazione, l’obiettivo della gestione commissariale è ora «il rilancio delle attività aziendali anche attraverso la riapertura dei negozi: ad oggi sono 50 i punti vendita operativi in numero superiore rispetto a quanto inizialmente previsto. Per altri dieci punti vendita è prevista la riapertura nei prossimi mesi, per un totale di 60 punti vendita».

Secondo Sabina Bigazzi, della Filcams Cgil, i quattro negozi in via di riapertura sono probabilmente quelli di Carrè, Pombia, Como e Roma mentre per gli altri 6 le informazioni sono più scarse.
«Stiamo lavorando al meglio – sottolinea il commissario Tassinari –  e siamo convinti che Mercatone Uno sia un’azienda viva: non per niente abbiamo ricevuto, nei termini del 30 giugno scorso, 53 manifestazioni d’interesse da parte di operatori per rilevare integralmente la rete o parte di essa».
«Delle 53 offerte pervenute – spiega Bigazzi – 10 sono per la totalità delle rete mentre 18 riguardano i 28 negozi la cui attività commerciale è stata sospesa. Ci sono quindi speranze, nonostante qualche probabile bluff, di poter riaprire tutti o quasi tutti i 78 negozi».

Il compito dei commissari è quella di preparare il miglior piano industriale possibile per il rilancio industriale da presentare entro il 4 ottobre al Tribunale fallimentare di Bologna. Successivamente «valuteremo le offerte ricevute - aggiunge Tassinari – in base all’affidabilità dell’operatore. Preferenze? Certo: ci orienteremo verso chi chiede l’acquisto integrale della rete commerciale. Ci sarebbero maggiori garanzie di mantenimento dell’occupazione rispetto a un’offerta che punti a spezzettare i negozi». I tempi della cessione delle rete? «Tutti gli offerenti – sostiene Bigazzi – dovranno effettuare la due diligenze e solo successivamente si farà un’offerta precisa. Probabilmente si andrà verso fine anno». Resta da capire quale sarà il sacrifico richiesto ai creditori, a tutti i creditori.