Mercatone Business/Tre stelle, Esito Incontro 28/05/2014

Come sapete il 28 maggio si è tenuto un incontro presso il Ministero del Lavoro, in relazione alla procedura di mobilità riguardante la chiusura di 13 punti vendita Mercatone Business/Tre Stelle.
Già molti territori sono informati sull’esito dell’incontro poiché da ieri sera con molti ci siamo sentiti telefonicamente. E’ tuttavia necessario dare il massimo delle informazioni e diffonderle il più possibile.
Fino al 27 sera lo scopo ed il tenore stesso dell’incontro sono stati oggetto di numerose ed anche accese discussioni con l’azienda, fino ad arrivare al punto di ipotizzare, senza alcuna convocazione formale da parte del Ministero, di sottoscrivere un accordo, cosa che si configurava, quanto meno, come un vizio di procedura.
Al nostro arrivo l’azienda era già stata sentita dal Ministero che stava facendo alcune verifiche di carattere tecnico al proprio interno, basandosi esclusivamente sulle richieste di Mercatone Business, che non sono, in parte, da noi condivise. Naturalmente abbiamo posto questo problema sia all’azienda che al Ministero.
Nella riunione ufficiale il Ministero ha chiesto all’azienda di esporre la situazione e le motivazioni delle richieste avanzate. L’azienda ha fornito le informazioni che a noi sono ben note, dilungandosi sulla necessità di procedere alla nuova organizzazione del Lavoro. Da parte nostra abbiamo dichiarato la necessità di procedere in tempi brevi a definire gli ammortizzatori sociali, in modo di consentirci di affrontare la discussione sulla nuova organizzazione del lavoro, per gestire gli esuberi derivanti dalle chiusure, ma anche quelli attualmente gestiti dai Cds. abbiamo però nuovamente evidenziato che l’azienda, pur accennando per titoli ormai da due anni un nuovo modello organizzativo, non ce lo ha mai illustrato e che qualunque modello sarà per noi oggetto di trattativa.
Per altro proprio su questi argomenti vi è un colpevole ritardo proprio da parte dell’azienda.
Fisascat ha chiesto espressamente la cessazione di tutti i contratti atipici, mentre Uiltucs si è praticamente resa indisponibile a trattare qualunque modello organizzativo.
Il Ministero ha rinviato ad un successivo incontro formale a breve riguardante solo la Cigs per i punti vendita in chiusura, poiché, ha dichiarato, la procedura riguarda solo questi e quindi i Cds non fanno parte della discussione in atto. Per quanto riguarda invece la sede, ha rinviato alla regione Emilia Romagna poiché si tratta di ammortizzatori in deroga. A tal proposito ha però specificato che la regione dispone di tutti gli ammortizzatori, ivi compresi i Cds, a cui l’azienda, in questo caso, non è disponibile.
Per quanto riguarda il Piemonte, che il 31 maggio raggiungerà i 36 mesi massimi di Cds, sarà necessario, almeno per il momento, il ricorso agli ammortizzatori in deroga. Non è pertanto possibile, almeno per il momento, agganciare quei punti vendita agli ammortizzatori nazionali, per poter dare una copertura temporale più lunga.
Ci siamo poi soffermati con l’azienda per discutere alcuni aspetti:
-Necessità, da parte loro, di chiarire la questione relativa ai Cds, poiché senza questa certezza è difficile, se non impossibile, discutere di riorganizzazione e salvaguardia dei livelli occupazionali;
-Risposte precise sulle nostre richieste, in particolare sugli associati in partecipazione.
La discussione è diventata anche abbastanza accesa quando l’azienda ci ha chiesto di impegnarci fin da ora sulla nuova organizzazione, altrimenti ritiene inutili i Cds e gli esuberi andranno diversamente gestiti, compresi quelli a suo tempo dichiarati nei punti vendita che rimarranno aperti.
Ci è apparso evidente che la situazione in cui versa l’azienda è drammatica, e che l’accordo con le banche sulla ristrutturazione del debito è strettamente connesso agli eventuali accordi con le OO.SS che garantiscano una ristrutturazione definitiva e significativa del costo del lavoro.
Proprio per questo motivo, per quanto riguarda la sede, l’azienda intende ricorrere alla Cigd. Infatti a differenza dei Cds, questo strumento consente di avere un numero di lavoratori già sospesi a zero ore.
Vi informeremo tempestivamente non appena riceveremo la convocazione dal Ministero del Lavoro. Nei prossimi giorni cercheremo, per le vie brevi, di approfondire le intenzioni dell’azienda relativamente ai Cds, che scadranno il prossimo 31 maggio, per poter dare indicazioni precise a i territori, ma soprattutto ai lavoratori. E’ evidente, però, data la situazione che si è prefigurata ieri, che dovremo essere pronti anche ad assumere altre iniziative, qualora si rendesse necessario.
Vi terremo costantemente informati.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi