Mercatone Business in concordato preventivo, 3500 lavoratori in difficoltà

22/01/2015

Mercatone Business, azienda storica della distribuzione organizzata del mobile, complementi di arredo e casalinghi, che conta 79 punti vendita in tutta Italia con circa 3500 dipendenti, ha presentato istanza di concordato preventivo “in bianco” dandone comunicazione attraverso un comunicato stampa diffuso a tutti gli organi di informazione.

Una situazione gravissima; le organizzazioni sindacali Filcams Cgil FIsascat Cisl e Uiltucs Uil, appresa la notizia, hanno proclamato lo stato di agitazione e stanno valutando le iniziative da mettere in campo

“Purtroppo la notizia non ci ha sorpreso” affermano in una nota congiunta le tre sigle di categoria, “poiché avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando. Negli ultimi tre anni abbiamo sottoscritto accordi sindacali per l’utilizzo dei Contratti di Solidarietà, che dovevano avere lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita, tale da rilanciare l’azienda e renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione.

L’immobilismo, la mancanza di iniziativa anche sul piano commerciale hanno invece caratterizzato l’andamento degli ultimi tre anni, contribuendo ad aggravare gli inevitabili effetti della crisi economica. A nulla, quindi, sono serviti i sacrifici che lavoratrici e lavoratori (che in molti casi lavorano in Mercatone Business da 15/20 anni ed oltre) hanno fatto negli ultimi anni.”

A fronte dell’ultima grave notizia, non si hanno informazioni sul piano industriale che dovrà essere presentato ne sulle ricadute che l’istanza di concordato preventivo potrà avere sui dipendenti di Mercatone Business. “È’ per questo”, proseguono i sindacati, “che riteniamo necessaria l’apertura di un tavolo sia con l’azienda che con le massime istituzioni, a cui chiederemo di farsi garanti della salvaguardia di lavoratrici e lavoratori. I massimi vertici aziendali, le istituzioni, i commissari nominati dal tribunale, non potranno prescindere dal diritto dei lavoratori ad essere rappresentati e tutelati.”