Mercato turistico nel 2003, confermato trend negativo

31/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
077, pag. 15 del 31/3/2004
di Andrea G. Lovelock


Alla V Conferenza Ciset-Uic di Venezia gli ultimi dati aggiornati del settore.

Mercato turistico nel 2003, confermato trend negativo

Soffre l’Italia turistica e non poco, sia per l’incoming che per l’outgoing. L’industria dei viaggi e soggiorno è ormai in stato di stallo: dalla V Conferenza Ciset-Uic svoltasi a Venezia, esce la certificazione di un 2003 che segna una forte flessione (-2%) nelle entrate (da 28.200 milioni di euro a 27.600 milioni di euro), una caduta libera dei viaggiatori in entrata, pari a quasi un -3% e un calo dei pernottamenti passati da 352 milioni, del 2002, a 340 milioni dello scorso anno.

Per Antonello Biagioli, dell’Ufficio italiano cambi, ´l’andamento delle entrate valutarie ha evidenziato un forte decremento di introiti in due città d’arte come Firenze (-18%) e Roma (-4,5%), una tenuta di altre due destinazioni culturali come Venezia (in leggera crescita) e Verona. Diminuisce il gap tra nord e sud, ma se può confortare l’aumento dei flussi dall’Europa (+14%), deve allarmare il netto calo delle aree a forte propensione di spesa come le Americhe (-27%) e l’Asia (-51%).

´Dal versante outgoing’, ha proseguito Biagioli, ´provengono segnali di buona tenuta nella propensione alla spesa turistica dei nostri viaggiatori che pone l’Italia al settimo posto nella graduatoria dei paesi generatori di spesa globale, dietro a Usa, Germania, Regno unito, Cina, Giappone e Francia. I viaggiatori italiani hanno speso 18.236 milioni di euro, pari a un +2,4% rispetto allo scorso anno, ma c’è una diffusa incertezza per come si comporteranno quest’anno’. A commentare questi dati, Mara Manente del Ciset si è soffermata su alcuni fenomeni: ´L’inalterata capacità di spesa di tedeschi, svizzeri e spagnoli che, pur diminuendo le notti, hanno aumentato la loro spesa nel nostro paese.

E la preoccupante flessione di budget turistici di inglesi e francesi, che rappresentano comunque degli ospiti appetibili per la nostra industria incoming’. Di particolare interesse la relazione di Giuseppe Ortolani, altro dirigente dell’Uic che, ha segnalato come ´dal 2000, anno durante il quale si è registrato il massimo storico nelle entrare valutarie, l’Italia ha purtroppo conosciuto una diminuzione della spesa pro-capite pressoché costante negli ultimi tre anni. Così come si è registrata una costante erosione della quota-mercato rispetto ai paesi concorrenti.

Nella disamina poi della composizione di spesa turistica degli ospiti esteri nel nostro paese, la parte del leone continua a farla quella per l’alloggio (11 mld di euro, ovvero il 40% sul totale) seguita dallo shopping (7 mld di euro, 25%) ed i pasti (6 mld di euro), mentre appare ancora marginale la spesa per musei ed escursioni. Valeria Minghetti del Ciset ha analizzato i profili dei turisti esteri: ´Una generale preferenza per le vacanze d’arte (30% sul totale) seguita dalla scelta di destinazioni balneari (22%), si contrappone ad un crescente interesse per la vacanza verde ed enogastronomica’. (riproduzione riservata)