Mercato turistico a rischio

18/03/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
065, pag. 14 del 18/3/2003

di Fabio Donfrancesco

Sui dati Wttc Assotravel ha previsto quali saranno i reali effetti dell’attacco.

Mercato turistico a rischio

In caso di guerra, calo 70% nel primo mese

Il conflitto bellico in Iraq non è ancora scoppiato, ma ci sono già le prime stime ufficiali sulle reali ripercussioni sul piano turistico. Assotravel, associazione dei tour operator aderenti a Federturismo/Confindustria prevede che il mercato (valutato intorno agli 80 mila milioni di euro, compreso l’indotto), si contrarrà del 90% nelle prime due settimane successive allo scoppio e del 65-70% nelle seconde. Tutto questo, in termini di costi, si traduce in una perdita di circa 1.800 milioni di euro, almeno per il primo mese di guerra. Ovviamente nessuno può dire con certezza se il prossimo conflitto in Iraq ci sarà e quando, ma Assotravel già ha provato a quantificarne i danni sul settore turistico, che non ha ancora completamente riassorbito l’eco dell’attacco terroristico dell’11 settembre. ´A oltre un anno e mezzo di distanza da quella data’, mette in evidenza uno studio di Assotravel, ´il movimento turistico in entrata e in uscita continua ad avere un trend negativo.

Infatti, la contrazione del mercato prodotta dalle aspettative di guerra, è già del 40% sul periodo, equivalente a una perdita di circa 1.600 milioni di euro. Il fenomeno è preoccupante’, sottolinea Assotravel, ´e riguarda sia l’outgoing sia l’incoming. Per quanto attiene a questo specifico comparto in Italia, seguendo un trend già avviato nel 2002, è preventivata per quest’anno una diminuzione del 2,3% dei turisti stranieri in Italia (circa 36 milioni nel 2002). Il calo è frutto soprattutto del mancato arrivo di molti turisti provenienti dai paesi extraeuropei, in particolar modo Stati Uniti e Giappone e Paesi Arabi, i maggiori clienti del target medio-alto’.

Le analisi del Wttc (World travel & tourism council), associazione internazionale per lo sviluppo dell’industria turistica con sede a Londra, prevedono un calo dell’occupazione di 42 mila unità. Le indicazioni del Wttc si completano con una flessione del 7,3% di turisti in uscita sulla domanda complessiva del 2003.

´Siamo di fronte a una congiuntura particolarmente difficile per il settore delle agenzie di viaggio italiane’, commenta a ItaliaOggi Andrea Giannetti, presidente di Assotravel. ´Sino a oggi, gli imprenditori hanno retto di fronte a queste sollecitazioni, spesso ricorrendo ai propri patrimoni, anche per mantenere i livelli occupazionali. Resta, però, il problema’, ammette Giannetti, ´di un settore come quello delle adv ancora alla ricerca della propria identità, mentre è in corso una profonda evoluzione. Fare oggi, in questo contesto di altalenanti novità tutte negative, delle scelte manageriali e individuare delle strategie è quasi impossibile’.

Per quanto riguarda le agenzie di viaggio italiane, comunque, la risposta sarà focalizzata sull’evidenziare al cliente le informazioni e i servizi offerti. L’obiettivo è quello di dimostrare il valore aggiunto offerto dalla rete agenziale italiana, che offre incentivi e personale competente (per formazione e per conoscenza diretta dei luoghi), in grado di consigliare la soluzione di mezzo più rispondente alle esigenze del cliente.

´Purtroppo’, rileva ancora Giannetti, ´in una situazione come quella che stiamo vivendo, non esistono più destinazioni sicure e diventa ancora più importante in base alle singole esigenze, verificare la rintracciabilità e la raggiungibilità di una destinazione. Resta infine’, conclude il presidente di Assotravel, ´il problema di un settore che continua a godere di scarsa considerazione da parte del mondo politico, nonostante i valori economici generati’. (riproduzione riservata)