Mercato del lavoro: Sud-Nord, il piano Letta

19/01/2001

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Venerdì 19 Gennaio 2001
italia – lavoro
Il mercato del lavoro
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Accordo su un documento che ripropone tutte le convenienze Sud-Nord, il piano Letta.
In arrivo la pagella dell’occupazione: più incentivi pubblici alle aziende che creano posti

MILANO Il «modello Sud-Nord» del ministro dell’Industria, Enrico Letta, ha ottenuto il consenso dei sindacati. Messo a punto per favorire l’incontro della domanda e dell’offerta di lavoro in tutta Italia, il modello vuole riunire sotto l’egida di un unico protocollo una serie di strumenti in grado — secondo il ministero — di sostenere le imprese nella ricerca di manodopera, di aiutare, quando necessario, i lavoratori del Sud nei trasferimenti al Nord e di promuovere gli investimenti industriali nel Mezzogiorno.

Tracciata su misura per la Franco Tosi, l’azienda che ha dichiarato di non trovare 1.500 operai, l’ipotesi di accordo si propone in realtà come una risposta rapida ed efficace anche per tutti gli altri casi (e sono tanti) di questo tipo.

Il programma, ieri a Milano, è stato sottoposto ai vertici nazionali e lombardi di Fim, Fiom, Uilm. Che ne hanno dato un giudizio positivo. In primo luogo perchè fonda la propria azione sulla collaborazione tra aziende e sindacati, con il Governo a coordinare gli interventi di sostegno già disponibili. Poi perchè il «modello Sud-Nord» prevede anche l’eventualità di modifiche alla legge 488/92, «aprendo» alla possibilità di premiare le aziende che investono al Sud. Come? Stilando una graduatoria riservata alle imprese del Nord che creano occupazione al Sud.

«Il vantaggio di una simile soluzione — precisa il documento — sta nel fatto che le imprese interessate godrebbero di una "riserva" in Finanziaria e che sarebbero in competizione tra di loro, con la conseguente maggiore probabilità di ottenere gli aiuti, mentre si eviterebbe la sperequazione tra occupati creati dalle imprese del Nord e del Sud». Un’altra ipotesi — si legge — riguarda «la possibilità di considerare utili, sempre nell’ambito di un programma promosso nel Sud da un’impresa del Nord, gli addetti che lavorano già presso la stessa impresa, ma in uno stabilimento del Nord, da non più di due anni. Tale soluzione, che presenta la particolarità di considerare utilmente non nuovi occupati ma occupati esistenti delocalizzati, sarebbe mirata a una doppia mobilità, cioè a consentire a un giovane meridionale di maturare un’esperienza lavorativa al Nord di breve periodo per poi utilizzarla nei territori d’origine prima ancora che egli si sia potuto radicare al Nord».

Il piano, inoltre, fa riferimento a un insieme di interventi in realtà già previsti, ma mai resi disponibili tutti insieme. Parla di «indennità di sistemazione» per i lavoratori in mobilità (secondo i dati del ministero dell’Industria, ci sono circa 840mila persone in cassa integrazione e mobilità), di crediti d’imposta inseriti in Finanziaria per le imprese che incrementano il numero dei lavoratori con contratti a tempo indeterminato, di deducibilità fiscale per le case affittate ai dipendenti e dei piani di inserimento professionale attivati già dal ’94.

Per ora al piano del ministero manca la parte operativa, proprio quella di cui le aziende, specie quelle di minori dimensioni, hanno più bisogno. Il documento già traccia l’identikit dell’istituto cui assegnare il compito dell’azione sul campo: si tratta del Garante unitario di settore (Gus), un ufficio (uno per ciascun settore industriale), al quale potranno rivolgersi le aziende e che avrà funzione di raccordo tra i vari attori in scena (Governo, sindacato, aziende), raccoglierà le banche dati sui lavoratori in cerca di occupazione. Inoltre fornirà un accesso semplificato a tutte le misure contenute nel protocollo del ministero, varerà i piani formativi e indirizzerà lungo la strada degli investimenti al Sud.

Positive, intanto, anche le valutazioni della Franco Tosi che ha confermato di voler assumere 1.500 operai in quattro anni, in base a un programma legato allo sviluppo delle nuove lavorazioni dell’alluminio ad alto valore aggiunto nei tre stabilimenti a Dongo, Spoleto e Legnano.

—firma—Rita Fatiguso