Mercato del lavoro la riforma è blindata

07/01/2003

martedì 7 gennaio 2003

 
 
Pagina 30 – Economia
 
 
IL PIANO
Il governo assicura nessun ripensamento sull´art.18

Mercato del lavoro la riforma è blindata
          D´Amato: "Subito gli interventi economici poi quelli istituzionali"
          VITTORIA SIVO

          ROMA – La riforma del mercato del lavoro è «blindata» e il governo punta alla sua approvazione «definitiva e senza modifiche» entro la fine del mese. A smentire le voci di ripensamenti o ulteriori rinvii Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare, elenca i motivi della «blindatura» del disegno di legge delega 848, giunto ormai in Senato alla terza lettura e annuncia che i relativi decreti delegati sono «già quasi pronti e verranno discussi con le parti sociali». Nessun dietro front anche sul ddl 848-bis che modifica in parte l´art.18 dello Statuto dei lavoratori e riforma il sistema degli ammortizzatori sociali, il cui cammino parlamentare sarà avviato quanto prima, assicura il presidente della Commissione Lavoro del Senato Tomaso Zanoletto dell´Ucd.
          «Non mi risultano mutamenti» ha puntualizzato l´esponente centrista, ad escludere che le parole pronunciate al riguardo da Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno siano interpretabili come un segnale di rinuncia del governo alla sia pur circoscritta modifica della disciplina sui licenziamenti. In quell´occasione il premier aveva detto di non credere che il governo si debba impegnare di nuovo «in una campagna che avrebbe risultati inferiori alla perdita della pace sociale». Per la Cgil e per il suo segretario confederale Giuseppe Casadio è il segno che «Berlusconi frena sull´art.18» e che «non è più disposto a seguire la Confindustria sulla linea dello scontro», il che dovrebbe indurre Cisl e Uil a riflettere.
          Ma in ambienti governativi la frase del presidente del Consiglio viene letta in una chiave molto diversa: la non volontà di un nuovo scontro sull´art.18 è riferita al momento in cui, dopo i tre anni di sperimentazione, si verificheranno i risultati per decidere se rendere o no definitiva la modifica. «La riforma Biagi è un ddl collegato alla Finanziaria, ha già affrontato l´ostruzionismo dichiarato dell´opposizione – dice Sacconi – e adesso, in un ciclo economico sfavorevole, è ancora più urgente introdurre nel nostro ordinamento norme tanto attese da osservatori internazionali come il Fondo Monetario e la Commissione Ue». Un energico invito al governo a non perdere altro tempo nel realizzare le riforme per la competitività e lo sviluppo viene dal presidente di Confindustria. In una lettera di inizio d´anno indirizzata agli imprenditori dalle pagine de «Il Sole 24 ore», Antonio D´Amato scrive che le pur necessarie riforme istituzionali «non devono diventare un alibi per ritardare ancora una volta quelle economiche e sociali». Immediata la risposta del ministro Antonio Marzano: «Il 2003 sarà l´anno delle riforme sia istituzionali sia economiche ed è importante che il Parlamento sia in grado di trovare i tempi necessari».