Mercato del lavoro: Collocamento, riforma al via

05/04/2002





Mercato del lavoro – Il decreto legislativo del Welfare è stato trasmesso ieri agli altri ministeri

Collocamento, riforma al via

Liste in soffitta e ridefinizione dello status di disoccupato – Più difficile ora rifiutare un impiego
Serena Uccello

MILANO – Una nuova definizione delle condizioni di disoccupazione, con l’obiettivo di promuovere strategie preventive in particolare per la disoccupazione giovanile e per quella di lunga durata. Maggiore impulso alle attività di orientamento e potenziamento della formazione continua. Soppressione delle liste di collocamento, a esclusione di quelle riservate ai lavoratori del settore marittimo e dello spettacolo, e degli elenchi dei disabili. L’attivazione di nuove procedure, come ad esempio la sostituzione del vecchio libretto di lavoro con una scheda anagrafica, così da costituire la base dei dati del «sistema informativo lavoro». Parte da questi punti la riforma del collocamento che il Governo presenterà forse già al prossimo Consiglio dei ministri e che, messa a punto dal ministero del Welfare, è stato trasmesso ieri agli altri dicasteri. Il decreto legislativo dovrà poi essere sottoposto, prima del via libera definitivo di Palazzo Chigi, al parere della Conferenza Stato-Regioni-Città e delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato. Sulla scia degli indirizzi comunitari il testo, oltre a fissare, una serie di definizioni prioritarie per orientare le politiche per l’occupazione, dallo «stato di disoccupazione», ai «disoccupati di lunga durata» (si veda il Sole 24 Ore di ieri), stabilisce anche un elenco di modalità finalizzate all’effettivo accertamento dello stato di disoccupazione. Si va dall’obbligo per i disoccupati di «comprovare» la propria condizione presentandosi presso i centri territoriali per l’impiego (Cpi) entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, alla verifica effettuata direttamente da centri, attraverso gli indirizzi operativi predisposti dalle Regioni per questo tipo di accertamento. Regioni che peraltro hanno anche il compito di fissare le azioni da mettere in atto – dovranno essere sempre i centri per l’impiego a farlo – per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro e contrastare la disoccupazione di lunga durata. A partire da due interventi di base: colloquio di orientamento entro tre mesi all’inizio dello stato di disoccupazione; una proposta di adesione a iniziative di inserimento lavorativo o di formazione o di riqualificazione professione nei confronti dei giovani e delle donne in cerca di reinserimento lavorativo (non oltre quattro mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione) e di altri «soggetti» a rischio di disoccupazione di lunga durata (in questo caso non oltre sei mesi). Massimo impegno, dunque, per rimuovere gli ostacoli all’occupazione ma massima vigilanza anche sugli abusi. Il testo, infatti, introduce precisi vincoli oltre i quali subentra la perdita dello «stato di disoccupazione», che potrà così scattare in caso di una mancata presentazione (senza giustificato motivo) alla convocazione dei Cpi, oppure in caso di rifiuto (senza un giustificato motivo) di un’offerta di lavoro a tempo pieno e indetermintato o determinato o di lavoro temporaneo di durata superiore agli otto mesi (quattro per i giovani). Ma gli obblighi si infittiscono pure per i datori di lavoro che dovranno comunicare ai Cpi l’instaurazione del rapporto di lavoro anche per le collaborazioni coordinate e continuative, per il lavoro subordinato, per i tirocini di formazione e di orientamento. Dovranno, poi, essere comunicate le variazioni contrattuali come la trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato, da tempo parziale a tempo pieno, da contratto di apprendistato a contratto a tempo indeterminato, da contratto di formazione e lavoro a contratto a tempo indeterminato. Novità in arrivo, infine, per le imprese fornitrici di lavoro temporaneo che saranno tenute a comunicare, entro il giorno venti del mese successivo alla data della stipula del contratto, l’assunzione appunto, la proroga e la cessazione dei lavoratori temporanei assunti nel corso del mese precedente.

Venerdí 05 Aprile 2002