Mense scolastiche i lavoratori in piazza niente pasti caldi

04/03/2014

Oggi panini e biscotti, niente pastasciutta nelle mense scolastiche. Una variazione al menù causa sciopero proclamato da Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Tucs per protestare contro «contratti individuali che non garantiscono le festività, la malattia, tanto meno gli scatti di anzianità». «Vogliamo far capire al Comune che non si può risparmiare sulla pelle degli altri», chiaro e semplice Paolo Cristiani, segretario regionale di Cgil Filcams per il turismo, stamattina, a partire dalle 9, sarà nella piazza del Campidoglio insieme a tutti i lavoratori delle mense scolastiche di asili, elementari e medie. Le aziende forniranno ai bambini panini e biscotti, quasi un pasto al sacco. «Abbiamo avvisato anche le famiglie, per evitare che i ragazzini subiscano qualche disagio», assicura Patrizia Montefoschi, rappresentante regionale Fisascat Cisl.
L`INIZIO
Alla fine dell`anno scorso è scaduto il contratto per i lavoratori delle mense scolastiche di asili, elementari e medie di Roma, iI Comune dunque fa un cambio d`appalto. Due mesi fa i sindacati confederali hanno sottoscritto un accordo che prevede «il mantenimento delle stesse condizioni contrattuali precedenti, ma le aziende che si sono aggiudicate il nuovo appalto hanno deciso di non riconoscere nella busta paga del mese di gennaio le festività e nemmeno la malattia», è scritto nel comunicato sindacale. Il che vuol dire che i lavoratori perdono almeno un trenta del loro stipendio, mensilità che si aggira sui sei, settecento euro. Perché la maggior parte dei contratti prevede un orario di lavoro di tre, e quattro ore: si tratta soprattutto degli addetti mensa, coloro che apparecchiano e sparecchiano, portano i vassoi, fanno le porzioni, spiegano gli operatori del settore. «Noi sindacati abbiamo denunciato ogni fatto all`assessore capitolino alla scuola, Alessandra Cattoi. Oggi chiederemo al sindaco che intervenga sulle ditte per il ripristino delle condizioni contrattuali precedenti, tocca al Comune visto che è un appalto pubblico. Il Campidoglio deve sapere che le aziende vogliono solo massimizzare i profitti minimizzando i costi e peggiorando pure le condizioni dei lavoratori», spiega il segretario Cgil Filcams.
LE CRITICITÀ
Sono tante le questioni spinose tra ditte e sindacati. C`è quella della sospensione del lavoro nel periodo di chiusura delle scuole, da metà giugno a settembre. «Ovviamente durante questi mesi estivi non siamo pagati – dice Patrizia Monteforti – ma le ditte vorrebbero allargare questa sospensione, estenderla anche alla vacanze natalizie e pasquali, provocando un ulteriore taglio al nostro già basso stipendio». C`è inoltre il problema legato alle ore di lavoro. «Nell`accordo – aggiungono i sindacati – abbiamo specificato che nei contratti devono essere garantite minime tre ore di lavoro: le aziende, invece, hanno fatto firmare contratti anche con due ore. E` una follia, oltre che una violazione, se io per raggiungere il posto di lavoro impiego oltre sessanta minuti».