Mense, sciopero per l`accordo disdettato

04/06/2013

Un contratto nazionale che verrà disdettatoil 15 giugno. In cambio un «Protocollo» molto peggiorativo non firmato da Cgil, Cisl e Uil. La situazione dei 75mila addetti delle mense, il 55 del totale del settore della ristorazione collettiva in Italia è gravissima. E ha portato ad uno sciopero nazionale partecipatissimo in tutta Italia con adesione su tutto il territorio nazionale tra 1`80 e il 90% con un corteo a Milano concluso a Piazza Fontana dove il comizio conclusivo si è aperto al grido di «contratto subito».
MODELLO MARCHIONNE
Grave la situazione, gravissimo il comportamento della contro parte datoriale. Che ha fatto molto peggio e molto di più di Sergio Marchionne. La Angem,associazione che rappresenta le maggiori aziende del settore tra cui Elior Ristorazione, Copra Elior, Gemeaz Elior, Compass, Dussmann Service, Sodexo Italia, Pedevilla ed altre, nel novembre scorso è uscita da Fipe-Confcommercio (la Confindustria del settore turistico) e ha dato formale disdetta dell`applicazione del contratto nazionaledel turismo. Il motivo, come in Fiat, era quello che il contratto aveva condizioni troppo onerose per l`azienda: ne serviva uno specifico del settore con condizioni di lavoro e salario inferiori. Nonostante la disponibilità dei sindacati, poi, alla definizione di un nuovo contratto più rispondente alle mutate esigenze del settore, nell`ultimo incontro del 9 maggio, l`Angem ha comunicato l`avvenuta sottoscrizione con altra organizzazione sindacale che non stipula il contratto Nazionale di settore (si tratta dell`Ugl, ma del protocollo non c`è traccia né sul sito dell`Angem né del sindacato in questione) di un protocollo peggiorativo che troverà immediata applicazione, nonostante l`assenza della firma da parte della triplice. «L`alta adesione – affermano i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – conferma l`insofferenza dei dipendenti, stanchi di subire scelte aziendali drastiche e unilaterali. Mense scolastiche, ospedaliere o centri di assistenza sono davvero di fondamentale importanza per il buon funzionamento di strutture sociali; non si può continuare a far ricadere sulle spalle dei lavoratori le difficoltà legate alla crisi del settore. Confermiamo la disponibilità ad un impianto contrattuale che risponda alle attuali esigenze del settore, ma vogliamo che la controparte ascolti riconosca diritti e dignità ai lavorativa». Il protocollo infatti prevede modifiche alla cosiddetta clausola sociale, la norma che prevede che in caso di cambio di appalto, l`azienda subentrante confermi i lavoratori dell`azienda precedente. «Il protocollo prevede che la clausola sociale sia piegata alle mutate esigenze di organizzazione del lavoro con la possibilità di esuberi e di cambi di funzione e dunque riduzioni di stipendio – spiega Elisa Camellini, segretario nazionale della Filcams Cgil – L`atteggiamento dell`Angem ha poco che fare con la volontà di rinnovare il contratto e molto con il voler piegare i sindacati e i lavoratori alla sua volontà di peggiorare le condizioni unilaterali.