Mense: Addio avieri, tornano i cuochi

25/04/2001
   

Addio avieri, tornano i cuochi
Appalti pubblici, riassunti gli operai delle mense militari romane
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Vittoria. Anche se, per il momento, a metà. I 19 operai delle mense dell’aeroporto militare di Centocelle, che avevano perso il posto a causa dei prezzi troppo bassi offerti dal ministero della difesa in fase di gara d’appalto – e della conseguente fuga delle aziende da un mercato ritenuto poco remunerativo – sono tornati a lavorare. E così hanno sollevato marescialli e avieri dal compito di pulire i pentoloni, ramazzare le cucine e preparare i panini (vedi il manifesto del 14 aprile scorso). Altri 27 operai dell’aeroporto di Guidonia, però, sono in sospeso, e forse in settimana si saprà se torneranno al lavoro.
"Il passo avanti più importante – spiega Otello Belli, segretario regionale Filcams Cgil – è il fatto che il ministero della difesa abbia alzato i prezzi dei pasti, portandoli a livelli appetibili per le aziende, e riaprendo così la possibilità di nuove gare d’appalto che non andassero più deserte". E così, dalle 6000 lire iniziali, a Centocelle si è passati a 7100, permettendo alla Maci 2000 di rientrare nelle mense e riassumere i lavoratori. Più complessa è la questione di Guidonia, dove a scalpitare è la Sagem, l’azienda che si è aggiudicata l’appalto, e che sta tentando di non riprendere gli operai.
"Per qualche giorno ancora, i soldati dell’aeroporto di Guidonia, mangeranno panini freddi" dice Gabriele Simoncini, segretario Filcams Cgil Roma est. "La Sagem ha vinto la gara – continua – per 13.400 lire al giorno (incluse le derrate), ma non vuole riprendere i vecchi dipendenti, dicendo di voler ricorrere agli sgravi previsti dalla legge 407 per risparmiare sui costi. Per ottenere gli sgravi, dovrà assumere disoccupati di lunga durata, escludendo i vecchi dipendenti, che hanno anche 6-7 anni di servizio alle spalle".
E dire che i lavoratori di Guidonia, dovranno già accettare, per buona pace di tutti, la diminuzione del monte ore, passate da 2680 a 2400. Se è vero che il ministero ha alzato i prezzi dei pasti, è anche evidente che ha abbassato le ore di lavoro. E’ facile immaginare, comunque, che recupereranno con gli straordinari, e alla fine il loro stipendio non dovrebbe essere intaccato più di tanto. In realtà, già prima di questa decisione, 2700 ore non erano sufficienti ad assicurare un servizio di qualità: cuochi e inservienti facevano parecchi straordinari, e infatti, come forma di protesta, avevano scelto proprio il blocco delle ore extra.
In ogni caso, sembra che si giungerà a un accordo con la Sagem, perché lavoratori e sindacati sono decisi a impedire qualsiasi tentativo dell’azienda volto a escludere i vecchi dipendenti. "Già una volta abbiamo bloccato l’entrata dell’aeroporto – conclude Simoncini – e abbiamo manifestato per un mese. Se prenderanno nuovi dipendenti, non gli faremo mettere piede nelle mense".