Meno vincoli sul socio lavoratore

22/10/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
250, pag. 5 del 22/10/2002
di Teresa Pittelli


Lo prevede un emendamento di Fi alla delega sul lavoro correttivo della normativa sulle coop.

Meno vincoli sul socio lavoratore

Sarà la contrattazione collettiva a riadattare i diritti sindacali

Meno vincoli al rapporto che lega il socio lavoratore alla cooperativa. È la novità contenuta in un emendamento presentato da Forza Italia alla delega sul lavoro, oggi all’esame della commissione lavoro di Montecitorio. Il testo del disegno di legge n. 3193, già approvato dal senato, liberalizza il collocamento privato e introduce nuove tipologie di contratti flessibili. Ma oggi la commissione, che, spiega il presidente Domenico Benedetti Valentini (An), ´ha intenzione di licenziare il testo entro giovedì, in modo da mandarlo in aula lunedì prossimo’, voterà un emendamento che riscrive la disciplina del socio lavoratore di cooperative (legge n. 142 del 2001), assegnando maggiore preminenza al vincolo associativo che lo lega alla coop piuttosto che al ruolo di lavoratore subordinato. ´Vogliamo riadattare le norme dello statuto dei lavoratori alla figura del socio, che nella legge attuale è troppo appiattita su quella del lavoratore dipendente’, spiega a ItaliaOggi Cesare Campa, capogruppo di Forza Italia in commissione e firmatario dell’emendamento. Gli attuali vincoli della legge 142, infatti, secondo Campa, ´non tengono conto della peculiarità del rapporto associativo, che è più importante rispetto al contratto di lavoro’. L’emendamento propone di riadattare i diritti sindacali dello statuto dei lavoratori alle esigenze, più fluide, delle cooperative. E di riscriverli nell’ambito di uno statuto del socio lavoratore, da stabilire all’interno delle cooperative o in sede di contrattazione tra le associazioni delle coop e le organizzazioni sindacali. ´Fermi restando i diritti fondamentali del titolo I dello statuto dei lavoratori, sarà la contrattazione collettiva a stabilire come riadattare quelli sindacali, previsti dal titolo III’, continua Campa. Secondo il deputato forzista, però, la nuova normativa non intende diminuire le tutele del socio, ma solo snellire la disciplina in modo da far crescere la ´vera cooperazione’.

´Quanto a quella fasulla, che maschera rapporti di lavoro subordinato, non si combatte applicando al socio lo statuto dei lavoratori tout court, ma affrontandola nelle sedi competenti’, aggiunge Campa. Per esempio nell’ambito della riforma del diritto societario. ´Vogliamo raccordare l’esercizio di questi diritti a modalità compatibili con lo status di socio lavoratore’, continua Campa, ´per esempio prevedendo la mutua solidarietà tra soci in caso di difficoltà finanziarie’.

L’emendamento Campa semplifica anche i criteri di individuazione della competenza giurisdizionale, con la devoluzione al giudice civile ordinario delle controversie sul recesso e l’esclusione del socio. Altra importante novità, poi, è la previsione della possibilità che l’assemblea deliberi, se necessario, un piano di crisi aziendale per la salvaguardia dei livelli di occupazione, con l’eventuale apporto (anche economico) dei soci lavoratori alla soluzione della crisi, in proporzione alle disponibilità e capacità finanziarie. Ancora, la modifica del deputato forzista introduce alcuni adattamenti della contrattazione collettiva nazionale alle peculiari esigenze delle cooperative sociali ´di tipo B’ (cioè quelle che si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate), per le quali le associazioni del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative potranno chiudere accordi territoriali. Infine, la procedura di certificazione dei rapporti di lavoro, prevista dall’articolo 5 della delega sul lavoro, sarà estesa anche ai singoli rapporti del socio di cooperativa.

Nella stessa direzione dell’emendamento di Fi al ddl lavoro va un emendamento alla Finanziaria appena presentato dall’Udc, che svincola il ruolo del socio lavoratore dalle regole del rapporto di lavoro dipendente, a beneficio della peculiarità di una figura che si trova tra quella dell’imprenditore e quella del lavoratore.

Positivo il giudizio di Confcooperative. ´Si tratta di proposte coerenti con le linee sostenute da sempre nella maggioranza e con impegni del governo che ci attendiamo siano mantenuti’, è il commento del presidente Luigi Marino.