Meno turisti in Italia

30/09/2002


Sabato 28 Settembre 2002

Ripresa in vista entro l’anno
Meno turisti in Italia

Marzano: il settore deve beneficiare dei fondi Ue
al pari degli altri

di GUGLIELMO QUAGLIAROTTI

ROMA – Meno presenze e meno ricavi per il turismo estivo italiano nella stagione 2002. Le imprese del settore stimano per l’estate appena conclusa, un calo dei ricavi dell’1,1 per cento. È quanto emerge dall’indagine del ministero delle Attività produttive sulla percezione degli operatori per il periodo giugno-agosto. La ricerca, diffusa alla Conferenza sul turismo italiano che si è aperta a Lamezia Terme, indica però aspettative positive sul bilancio di fine anno. Le imprese ricettive hanno accusato, nel periodo giugno-agosto, un calo di presenze pari allo 0,5%, rispetto all’anno scorso. La maggiore perdita, del 2,9%, si è avuta negli alberghi di lusso (4 e 5 stelle). «Il turismo non è ancora materia di competenza dell’Unione Europea – ha affermato il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano – ma occorre che lo diventi affinchè possa beneficiare dei fondi di cui attualmente godono gli altri settori e dai quali è attualmente escluso ingiustamente». Il ministro ha sottolineato la concomitanza dello svolgimento della conferenza con la giornata mondiale del turismo lanciando un segnale di fiducia sulla ripresa del comparto. L’allarme sul settore è arrivato anche dal presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani. Secondo l’Enit i dati da gennaio a giugno dell’Uic registrano una flessione dell’11% dei ricavi valutari, pari a 2.800 miliardi delle vecchie lire, dovuta principalmente al calo del flusso proveniente dal Nordamerica. Dopo l’attentato dell’11 settembre (da ottobre a dicembre 2001) i viaggi aerei sono crollati del 34%, contro una crescita dei mesi precedenti del 4%. Per Giancarlo Abete, presidente di Federturismo-Confindustria, «è necessario valorizzare l’offerta del territorio, in particolare del Mezzogiorno, con una cabina di regia e l’attivazione dei distretti turistici locali previsti dalla legge 135». «Sono felice di constatare – ha rilevato Bernabò Bocca, presidente di Confturismo-Confcommercio – che le Regioni intendono collaborare perchè si crei un coordinamento all’interno delle loro politiche. Il governo attraverso la finanziaria può dimostrare il suo interesse per il comparto con provvedimenti come quello della deducibilità dell’Iva sul turismo congressuale».