Meno tasse sul Tfr e sul lavoro dipendente

04/12/2007
    martedì 4 dicembre 2007

      Pagina 12 – Economia & Lavoro

      Meno tasse sul Tfr e sul lavoro dipendente

        Rottamazione in arrivo, i verdi dicono no. Polemica su Padoa-Schioppa e le assunzioni eccellenti

          di Bianca Di Giovanni/ Roma

          MENO TASSE Definito l’emendamento in favore dei lavoratori dipendenti: nel 2008 l’extragettito non utilizzato per il deficit andrà automaticamente in un fondo per l’aumento delle detrazioni. Accordo anche sugli sgravi sulle liquidazione e sui 1.200 euro per le famiglie numerose (almeno 4 figli), come anticipato domenica dall’Unità. È polemica invece sull’ipotesi di prolungare la rottamazione auto a tutto il 2008. I Verdi protestano e chiedono modifiche, così il relatore mantiene delle riserve sull’emendamento. Un testo circolato nella giornata di ieri prevede che chi rottamerà un’automobile euro0, euro1 o euro2 immatricolata prima del 1999 per acquistare una macchina euro 4 o 5 che non emetta più di 140 grammi di anidride carbonica per chilometro avrà un incentivo di 700 euro e sarà esentato dal pagamento del bollo per un anno. Per due anni se il veicolo rottamato è euro 0. Prorogato di un anno ed esteso alle autovetture euro2 ante ’99 l’incentivo di 80 euro alla rottamazione tout court, senza sostituzione. Prorogati anche gli incentivi per i ciclomotorieuro0 sostituiti da euro3 introdotti con la finanziaria 2007.In particolare, i nuovi motoveicoli saranno esentati per cinque anni dal pagamento del bollo e riceveranno un contributo di 80 euro. Per autocarri e caravan l’incentivo è modulato secondo la portata e varia fra i 1.500 e i 2.500 euro. Ma le proteste arrivano subito. «Siamo fortemente critici e non condividiamo questo emendamento», dichiara Angelo Bonelli (Verdi). In serata è stato convocato l’ennesimo incontro di maggioranza per sciogliere il nodo.

          Tutti d’accordo invece sul meccanismo che rende obbligatori gli sgravi al lavoro dipendente che erano già stati previsti in Senato. «La misura potrebbe aumentare del 20% le detrazioni delle famiglie più povere», spiega il relatore Michele Ventura (Pd). Esulta l’ala sinistra della maggioranza, che si dichiara soddisfatta della decisione. Anche sul Tfr il fisco si fa più leggero: attraverso un complicato meccanismo l’aliquota minima scende dal 23 al 18%. Il «pacchetto» preparato dal relatore istituisce anche un fondo di 20 milioni per gli asili nidoe di 3 milioni per servizi socio-educativi per i piccoli di meno di tre anni presso enti e reparti del ministero della Difesa. Arrivano anche 140 milioni per la sicurezza, con un fondo per gli straordinari e le risorse per nuove assunzioni nei Vigili del Fuoco. Inoltre si rimpingua di 104 milioni il fondo per il contratto di servizio delle Fs, «per consentire – spiega Ventura – il finanziamento dei servizi pubblici ferroviari di viaggiatori e merci sulla media e lunga percorrenza». Novità anche per le multe: saranno prescritte dopo due anni, contro i 5 di oggi.

          Intanto esplodono nuove polemiche attorno alla manovra. I sindacati della Funzione pubblica vanno all’attacco di Tommaso Padoa-Schioppa. Il quale ripristina alla Camera il taglio delle sedi periferiche del suo ministero «saltato» in Senato, ma contemporaneamente fa passare l’assunzione (o la promozione) «a chiamata» (cioè senza selezione, ex articolo 19 comme 6 per gli addetti ai lavori) di 4 direttori generali. Insomma, per i dipendenti si predica il rigore, per i vertici si «razzola» senza selezioni e con blitz in Finanziaria. Anche i Comuni all’attacco: l’Anci dice no alla riforma dei servizi pubblici locali inserita in manovra. «Nessun blitz, è stata ampiamente discussa per un anno al Senato», replica Linda Lanzillotta. Ma molti partiti della maggioranza si mettono di traverso. Non è affatto detto che la ministra degli Affari Regionali avrà la meglio. Pressing anche delle città d’arte e turistiche, che chiedono maggiori risorse.