Meno pensionati, ma uno su cinque lascia prima di 54 anni

24/02/2003



domenica , 23 febbraio 2003
Meno pensionati, ma uno su cinque lascia prima di 54 anni

Rizzo Sergio

ROMA – Per il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani è la prova provata che «non c’ è allarme previdenziale». Il suo collega della Cisl Savino Pezzotta commenta che non esistono «preoccupazioni sulla tenuta del sistema». E a dimostrazione c he quando si tratta di difendere le pensioni i sindacati, quasi sempre divisi, sono invece tutti, ma proprio tutti uniti, anche Renata Polverini, segretario dell’ Ugl, organizzazione vicina alla destra, si unisce al coro: «E’ inutile parlare di rifor ma delle pensioni». La nuova dose di fiducia arriva dai dati dell’ Inps relativi al 2002. Lo scorso anno l’ istituto di previdenza ha registrato 486.019 nuovi pensionati, con una diminuzione di addirittura il 25,2% nei confronti dei 608.495 dell’ ann o precedente. E fin qui tutto bene. Il problema è che mentre il numero dei nuovi trattamenti diminuisce, aumenta, in proporzione, quello di chi se ne va in pensione ancora nel pieno degli anni. Dei 486.019 nuovi pensionati, ce ne sono infatti ben 90.746 che non hanno ancora compiuto 54 anni. Come a dire: uno ogni cinque. Prendendo in considerazione i soli lavoratori dipendenti, il numero di quelli andati in pensione «di anzianità» a meno di 54 anni è di 57.460, con un aumento del 17,6% ne i confronti del 2001, quando i nuovi assegni erano 48.832. Considerando tutti i trattamenti (anzianità, invalidità, vecchiaia e superstiti) il numero sale degli «under 54» sale a 76.387. Un anno prima erano 2.838 di più. Ma il calo del 3,5% del loro numero assoluto si deve confrontare con una flessione del 25,1% delle nuove pensioni (la flessione è risultata ancora più accentuata per le nuove pensioni sociali, scese da 41.450 a 28.943). Sotto i 54 anni si sono poi ritirati dal lavoro anche 5.006 artigiani, 5.547 coltivatori diretti e 3.806 commercianti. Meno pensioni, quindi, ma leggermente più ricche. L’ importo medio è salito dell’ 11% rispetto al 2001, passando da 657 a 723 euro. Con 1.221 euro in media, le pensioni di anzianità sono ris ultate ben più consistenti rispetto a quelle di vecchiaia (479 euro). Analizzando le varie fasce d’ importo si scopre poi che i nuovi trattamenti ancora inferiori alle 516 euro (il fatidico milione di lire) al mese sono oltre 211 mila, e risultano in calo del 27,5% rispetto al 2001. Ma rappresentano ancora il 44% circa delle nuove pensioni Inps, contro meno del 48% un anno prima. Il che fa dire al numero due della Uil, Adriano Musi, che «l’ opera di tutela dei ceti più deboli è stata solo avviat a da questo governo, ma è poi rimasta incompiuta». Sergio Rizzo 486 MILA sono i lavoratori andati in pensione lo scorso anno. La differenza rispetto ai nuovi pensionati registrati dall’ Inps nel 2001 è del 25,2% 90 MILA è il numero dei lavoratori di età inferiore ai 54 anni che nel 2002 sono andati in pensione. Di questi, 57.460 sono dipendenti, in aumento del 17,6% rispetto al 2001