Meno morti sul lavoro: effetto della crisi e delle non denunce

21/07/2010

Infortuni e morti sul lavoro in calo nel 2009, almeno secondo le cifre ufficiali. Secondo i dati presentati ieri dall’Inail, lo scorso anno gli infortuni sul lavoro si sono attestati a 790mila (85mila e il 9,7% in meno rispetto al 2008, quando erano stati 875.144): è la diminuzione più alta dal 1993. Gli incidenti mortali sono stati 1.050: 70 in meno rispetto all’anno precedente, in calo del 6,3% (i morti erano stati 1120). Ma va sottolineato che sulla riduzione dei casi incide, in parte, anche la crisi del 2009, con il calo degli occupati (-1,6% per l’Istat) e delle ore effettivamente lavorate, dai tagli di straordinario al ricorso alla cassa integrazione. Inoltre, potrebbe essersi ampliata proprio in forza della crisi – segnala la Cgil – l’area dei lavoratori precari e in nero che non denunciano. E non tutte le statistiche, comunque, sono positive: il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali. Le denunce complessive sono state 34.646: il valore più alto degli ultimi 15 anni, con un aumento del 15,7% rispetto ai quasi 30 mila casi registrati nel 2008. Il dato quindi preoccupa, anche se forse una parte di esso è dovuto anche al fatto che si diffonde sempre più la cultura e la conoscenza delle malattie da lavoro – vedi i recenti processi per l’amianto, ad esempio – anche se dall’altro lato certamente chi è precario continua a non denunciare. Inoltre, chi denuncia una malattia o fa emergere una invalidità si espone comunque all’attenzione dell’azienda, che può cambiarlo di mansione o comunque «prenderlo di mira» come elemento più debole della sua organizzazione. Scende anche, e per la prima volta, il numero di infortuni tra i lavoratori stranieri: dai 143.641 casi del 2008 si è passati ai 119.193 dello scorso anno, con un calo del 17%. Diminuiscono anche i casi mortali, scesi a 150 dai 189 dell’anno precedente (-20,6%). La diminuzione degli incidenti ha riguardato prevalentemente gli uomini (-20,3%) rispetto alle donne (-4,9%) e si è verificata maggiormente nell’industria e nel settore manifatturiero «notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri nei quali la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta», spiega l’Inail. Tornando alle malattie professionali, l’agricoltura è il settore più colpito: le segnalazioni all’Inail sono infatti più che raddoppiate in un solo anno, passando dalle 1.834 del 2008 alle 3.914 del 2009 (+113,4%). Registrano un’impennata le malattie dell’apparato muscolo- scheletrico, come le tendiniti e la sindrome del tunnel carpale, dovute a sovraccarico biomeccanico: quasi 18 mila i casi, con un aumento del 36% rispetto al 2008. «Temiamo che gran parte della riduzione registrata sia legata ai pesanti effetti della crisi sull’occupazione e, soprattutto, che ci sia un’ampia fetta di ‘non denunce’ – commenta Paola Agnello Modica (Cgil) – Moltissimo va ancora fatto e la manovra in discussione in Parlamento va nel senso opposto quando taglia nei fatti risorse ai sistemi di vigilanza e quando persegue la mera libertà di impresa».