Meno italiani in vacanza

06/06/2005
    giovedì 2 giugno 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 16

      TURISMO • Allarme di Federalberghi: le prenotazioni per l’estate 2005 sono in forte flessione

        Meno italiani in vacanza

          Il presidente Bocca: per il bilancio finale manca il 10% di indecisi Ottaviani commissario Enit

          MICHELE MENICHELLA

            ROMA • Vacanze estive già programmate da un italiano su due. E dei 23,7 milioni di connazionali che hanno deciso di godersi le ferie da giugno a settembre il 72% ( pari a 17 milioni) resterà in Italia mentre il 22% ( pari a 5,2 milioni) andrà all’estero.

            Il mese preferito è sempre agosto, quando 12,2 milioni di persone (pari al 51,4%) affolleranno in prevalenza le località marine e montane; rispetto all’anno passato, però, si dovrebbe registrare un calo di presenze pari all’uno per cento. In aumento del 5,5%, invece, risultano gli italiani che andranno in vacanza a settembre; il totale dovrebbe attestarsi intorno ai 2,3 milioni di unità, pari al 9,5% della popolazione. Un settembre tutto in controtendenza rispetto al passato poiché in molte regioni l’anno scolastico inizia più tardi.

            Sono queste le principali novità delle prime previsioni della stagione estiva emerse da un’indagine recentemente condotta da Federalberghi Confturismo e dall’Istituto Dinamiche su un campione di 3mila persone in rappresentanza di oltre 47 milioni di persone. L’indagine ha anche evidenziato che durante il ponte del 2 giugno sono in vacanza cinque milioni di italiani, di cui un buon 10% varcherà la frontiera. Stimato anche il giro d’affari movimentato tra oggi e domenica prossima che non dovrebbe essere inferiore a 1,3 miliardi di euro; il che significa che ogni italiano in media spenderà 251 euro per vitto, alloggio, trasporto e divertimenti.

            E poiché l’indagine ha registrato solo le prime proiezioni, per il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, è difficile prevedere se la stagione registrerà positività o negatività anche perché sul bilancio finale pesa un buon 10% di italiani che non ha ancora deciso se e dove andare in vacanza. Quel che preoccupa però, secondo Bocca, è la paventata flessione del 5% dei tedeschi, che sono i nostri migliori clienti.

            L’incontro di ieri è servito a Bocca per esprimere soddisfazione per il recente ingresso in casa Federalberghi di tre grandi gruppi ( Best Western Italia, Charming Hotels of the World e Relais & Chateaux) che con le loro 240 strutture ricettive d’eccellenza si sono uniti ai 25mila albergatori già associati. Per l’organizzazione è questa una occasione da non perdere per promuovere ( magari direttamente) il turismo in Italia visto che a livello istituzionale si fa sempre poco.

              « Chiediamo da tempo più attenzione per il turismo — ha tuonato Bocca —, un settore che vale il 12% del Pil e offre lavoro a oltre due milioni di persone » aggiungendo che agli operatori non preoccupa tanto la concorrenza della Cina poiché « il turismo è l’unico settore non copiabile quanto il fatto che negli ultimi dieci anni Francia e Spagna ci hanno sorpassati in graduatoria grazie agli investimenti strutturali effettuati per tempo » . S’impone perciò una svolta decisiva che consenta a Enit (ieri Amedeo Ottaviani è stato nominato commissario), Stato e Regioni di programmare al meglio il settore e al Parlamento di approvare la legge istitutiva del ministero delle Politiche turistiche. Senza trascurare poi misure fiscali a favore degli operatori.