Meno ispezioni in azienda, spazio alla conciliazione

06/06/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
133, pag. 33 del 6/6/2003

Da un convegno a Roma le prime anticipazioni sul riordino della vigilanza.
Meno ispezioni in azienda, spazio alla conciliazione

Meno ispezioni in azienda con il decreto di attuazione della riforma Biagi, oggi all’esame del consiglio dei ministri. Il governo apre la fase 2 della lotta al sommerso, visto il flop dei provvedimenti varati finora. E punta sulla semplificazione in tre mosse dell’attività ispettiva, cioè l’ampliamento della conciliazione delle controversie individuali, gli sportelli di consulenza per le aziende e la semplificazione delle procedure e delle sanzioni, soprattutto in presenza di omissioni formali. Il tutto coordinato da una direzione centrale del ministero del lavoro, ma allo stesso tempo lasciando ampia autonomia agli enti di previdenza.

E se gli ultimi dati Inps parlano di un aumento del 100% del lavoro nero (come anticipato da ItaliaOggi del 31 maggio), gli ispettori degli enti e del ministero del welfare si aspettano dall’attuazione della riforma un miglioramento della loro attività, come è emerso dal convegno ´Ispezioni in azienda, aspetti lavoristici e previdenziali’, organizzato dalla rivista Lavoro e Previdenza Oggi. Un incontro che ha riunito ieri al Cnel esperti e tecnici della materia, dagli 007 dell’Inps e di via Flavia al presidente dell’Aniv, l’associazione dei funzionari ispettivi pubblici, Fedele Sponchia, ai rappresentanti di Confcommercio (Alessandro Vecchietti) e Confindustria (Maria Magri).

- Conciliazione ampia. L’articolo 8, comma 1, della delega prevede ´la definizione di un quadro regolatorio finalizzato alla prevenzione delle controversie individuali di lavoro in sede conciliativa, ispirato a criteri di equità ed efficienza’ e un maggiore raccordo della conciliazione con l’attività ispettiva. Un principio che potrebbe essere attuato con l’allargamento agli enti di previdenza dell’attività di conciliazione, oggi riservata al ministero del welfare, che la esercita tramite le Dpl (Direzioni provinciali del lavoro), presso le quali sono istituite apposite commissioni provinciali per le conciliazioni amministrative. Le nuove norme puntano ´sulla prevenzione, sia prima sia durante i contenziosi, con modelli negoziali e non autoritativi’, ha spiegato nel corso del convegno Nicola Crisci, esperto di diritto del lavoro. La riforma promuove inoltre ´soluzioni conciliative in sede pubblica’ per semplificare la procedura per la soddisfazione dei crediti da lavoro.

- Gli sportelli anti-evasione. L’attuazione del principio previsto dal secondo comma dell’art. 8, invece, cioè la ´valorizzazione della consulenza’, potrà essere realizzata anche con l’apertura di veri e propri sportelli per le imprese. ´Il nuovo criterio è quello di privilegiare la funzione di prevenzione, ritenuta in alcuni casi più persuasiva della repressione’, ha sottolineato Temistocle Bussino, funzionario ispettivo Inps e componente del centro studi Aniv, secondo il quale, però, ´resta da capire se l’attività di consulenza debba avvenire in un momento indipendente dall’accesso ispettivo o anche in sede di verifica ispettiva, quando le circostanze lo rendano opportuno’.

- La semplificazione dell’attività. Allo scopo di ridurre il contenzioso in materia di lavoro, la riforma punta anche sull’utilizzo di alcuni istituti normativi, come la cosiddetta prescrizione mediante diffida. Ovvero la possibilità di diffidare l’azienda a regolarizzare entro un termine prefissato l’infrazione riscontrata. Un istituto finora sottoutilizzato. E che invece, vista la sua semplicità e rapidità, potrebbe essere esteso anche agli ispettori dell’Inps, in particolare quando gli illeciti sono solo formali, come per esempio nel caso di omissioni di dati nei libri paga o libri matricola, o la mancata comunicazione al ministero dei contratti part-time.