Meno disoccupati, ma vince il precariato

21/09/2006
    gioved� 21 settembre 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Meno disoccupati, ma vince il precariato

      I senza lavoro al minimo dal 1992. Ma arranca il Sud, giovani e donne in difficolt�

        di Laura Matteucci/ Milano

          IL PUNTO La disoccupazione scende al 7%, il livello pi� basso dal 1992. Aumento di occupati tra gli over 50 e soprattutto tra gli immigrati, fenomeno pi� connesso all’emersione che alla creazione di nuova occupazione. Resta sempre pesantissima la situazione al Sud. L’Istat certifica: occupazione in crescita nel secondo trimestre, il 2,4% in pi�, pi� 536mila unit� rispetto a un anno prima (nel complesso, gli occupati sono 23 milioni e 187mila persone).

          Dati con luci e ombre anche per quanto riguarda l’industria: a luglio l’indice degli ordini all’industria ha segnato un aumento dell’1,2% su mese dal meno 1,2% di giugno, pi� 8% rispetto a un anno prima. Il fatturato cala del 2,5% rispetto a giugno, ma sale del 5,5% su base annua.

          Per le auto � sempre record: il fatturato � aumentato del 16,8% su base tendenziale mentre gli ordinativi hanno segnato, sempre sull’anno, un incremento del 13,7%.

          Di fatto, si assiste ad una diminuzione della produzione industriale di beni di consumo, originata dalla contrazione del mercato interno per la progressiva perdita del potere d’acquisto delle famiglie, e alla forte crescita del fatturato energetico che significa un aumento di costi per aziende e cittadini.

          Nel dettaglio: a luglio – prosegue l’Istat – l’indice del fatturato � cresciuto, su base annua, dell’8,4% per i beni intermedi, dell’8,1% per l’energia, del 3,4% per i beni strumentali e del 3,1% per i beni di consumo.

          Rispetto a giugno, variazioni negative del 7,9% per i beni strumentali e dell’1,4% sia per i beni intermedi sia per i beni di consumo. L’unico incremento si � registrato per l’energia (pi� 4,2%).

          Torniamo all’occupazione: confermando tendenze gi� in atto da tempo, contributi rilevanti alla crescita li hanno dati gli stranieri (+162 mila unit�) e le persone di 50 anni e oltre (+242mila). E un ulteriore apporto � fornito dai lavoratori a tempo determinato (+120 mila).

          Tutti motivi che fanno parlare la Cgil di �un mercato del lavoro con numerose ombre�, come dice Fulvio Fammoni, segretario nazionale. A fronte di una crescita di 536mila occupati, continua, �emerge che ben 162mila sono connessi al lavoro immigrato che ha beneficiato di una recente sanatoria, con un fenomeno pi� di emersione che non di creazione di nuova occupazione. Over 50 a parte, dei 232mila nuovi occupati, di cui una parte autonomi, tra i 15 e i 50 anni, ben 120mila sono a termine. I lavoratori precari sono la maggioranza assoluta dei nuovi occupati�.

          Per Fammoni occorre quindi che �gi� dalla Finanziaria il governo intervenga con misure radicali per una sistematica lotta al lavoro nero�, tra cui quella di favorire forme di automatismo tra denuncia dell’immigrato clandestino contro il caporale che lo sfrutta e un permesso temporaneo di soggiorno, visto che sono ancora centinaia di migliaia gli immigrati che lavorano, impossibilitati alla regolarizzazione dalla Bossi-Fini.