Meno cassa integrazione: ripresa anche per il lavoro

10/04/2007
    domenica 8 aprile 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Meno cassa integrazione, la
    ripresa c’è anche per il lavoro

      Nel 2006 la cig ordinaria è calata del 7,2%. Ma molte aziende in crisi non riescono ad invertire la rotta

        di Giampiero Rossi/ Milano

        SEGNALI La ripresa economica c’è e si sente sul versante del lavoro. Si riduce, infatti, il volume la cassa integrazione. Con un’ombra preoccupante: quella che riguarda i settori già in da tempo in pesante difficoltà, dove non accenna a diminuire il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a sostegno del reddito di lavoratori che vedono le proprie buste paga molto a rischio.

        Sono queste le linee di tendenza individuate dall’osservatorio del Dipartimento settori produttivi della Cgil attraverso l’analisi delle attività economiche in relazione alle ore utilizzate di cassa integrazione ordinaria e straordinaria aggiornate alla fine del 2006.

        Cominciamo dalle buone notizie. Complessivamente, nel corso del 2006 – e con una evidente accelerazione nella parte finale dell’anno – si è ridotto sensibilmente l’utilizzo della cassa integrazione da parte delle aziende italiane. Mentre il 2005 si era chiuso con un volume totale di 203.957.494 ore, l’anno scorso lo stesso dato si è presentato decisamente inferiore: poco più di 189 milioni di ore, con una differenza positiva di quasi 15 milioni, equivalente a una variazione percentuale del 7,26%.

        L’analisi condotta dal Dipartimento settori produttivi della Cgil scende però molto più nel dettaglio e consente di leggere indicatori che aiutano a comprendere quale sia lo stato di salute dell’economia. I segnali di ripresa, infatti, arrivano ancora più chiari e forti se si considera il dato relativo alla sola cassa integrazione ordinaria (utilizzata per fare fronte all’andamento dei cicli produttivi), che rispetto ai 102.287.673 di ore del 2005 è calata fino a 56.004.790. Un miglioramento impressionante, equivalente a una variazione percentuale (positiva) del 45,25%.

        Ben diverso, invece è il quadro che affiora dall’analisi dell’andamento della cassa integrazione straordinaria, cioè lo strumento che entra in gioco per accompagnare ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali, cioè situazioni di reale difficoltà: rispetto ai 101.669.821 di ore del 2005 si è passati ai 133.141.611 di ore complessive nel 2006, quindi con un aumento che sfiora il 31%.

        Cosa significa questa differenza nei trend delle due tipologie di cassa integrazione? Secondo gli osservatori della Cgil si tratta, nell’insieme, di dati che confermano segnali di risveglio economico già captati ampiamente attraverso molti altri indicatori. Ma il risultato decisamente negativo della cassa integrazione straordinaria segnala che «per le aziende in crisi strutturale probabilmente la ripresa diventa ancora più irraggiungibile», come spiega Giancarlo Battistelli. In altre parole, per le imprese che sono state travolte dalla drammatica stasi economica del quinquennio precedente, uno dei più bui, non sono sufficienti i raggi di sole che stanno riscaldando molti altri competitori, «quelle aziende necessitano interventi mirati – aggiunge Battistelli – da sola la ripresa non basta». Del resto, ricorda ancora il sindacalista che ha curato l’analisi dei dati, «dal 2002 al 2006 per tutti i settori il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è stato sempre in crescita». Insomma, qualcuno è scivolato troppo per potersi rialzare senza un aiuto.

        La doppia faccia di questa nuova fase dell’economia italiana, con luci ed ombre molto accentuate, emerge vistosamente anche dall’esame territoriale degli stessi indicatori. Per esempio in Piemonte, dove a fronte di un dato molto positivo per quanto riguarda la riduzione della cig ordinaria (meno 52,29%) ce n’è uno piuttosto pesante relativo a quella straordinaria (più 46,64%). E, spostandosi a Sud, la stessa situazione si presenta in Sicilia dove il calo della cassa ordinaria è stato nel 2006 addirittura del 66,13% ma quella straordinaria ha fatto un balzo in avanti davvero pesante: più 85,94%. Non è andata bene, tra le regioni economicamente più vivaci, neanche alla Liguria dove l’aumento del 63,31% della cassa integrazione straordinaria è solo parzialmente compensato dal dato positivo della riduzione di quella ordinaria (meno 43,54%), mentre è più incoraggiante la situazione del Friuli che oltre al calo del 50,11% della cassa ordinaria ha incassato nel 2006 anche la riduzione di quella straordinaria (meno 21,21%).