Megacentri: accordo a Udine per 29 aperture domenicali

30/11/2007
    venerdì 30 novembre 2007

      Pagina 9 – Regione

        Megacentri, accordo a Udine
        per 29 aperture domenicali

          Lo hanno deciso ieri i sindaci del super-ambito

            UDINE. Da maggio del prossimo anno fino alla terza domenica di settembre i negozi dei comuni di comuni di Bagnaria Arsa, Basiliano, Cassacco, Martignacco, Pradamano, Reana del Rojale, Tavagnacco e Udine (fatta eccezione per la prima circoscrizione che comprende il centro storico), non potranno più aprire di domenica.

              L’assemblea dei sindaci del super-ambito che racchiude i comuni dove è già presente un grande centro commerciale ha infatti stabilito ieri un tetto alle aperture domenicali. Oggi si riuniranno gli altri tre ambiti: quello pordenonese che non sembra intenzionato a porre limiti, quello isontino orientato sulle 12 aperture e quello udinese che potrebbe fissare un limite analogo a quello del super-ambito con 29 aperture.

              «Questo accordo – ha commento l’assessore alle Attività produttive, Enrico Bertossi –, frutto di una mediazione tra le parti sociali, dimostra che la legge regionale funziona».

              Cgil, Cisl e Uil però (ieri rappresentati da Mattia Grion della Filcams Cgil, Paolo Duriavig della Fisascat-Cisl e Claudio Moretti della Uiltucs) hanno ribadito che avrebbero preferito un calendario unico di aperture per tutta la Regione. Ma la diversità degli accordi dimostra che le esigenze sul territorio non sono le stesse. O forse, che la forze delle parti in causa non si è fatta valere allo stesso modo.

              Non tutti i negozi però devono rispettare il tetto di aperture che sarà stabilito da ciascun ambito. Possono aprire sempre infatti i negozi che si trovano all’interno dei comuni considerati a vocazione turistica tra i quali, oltre ai comuni capoluogo è compresa anche l’intera provincia di Trieste. Nessun limite nemmeno per gli alimentari e i piccoli negozi, quelli cioè con superficie di vendita inferiore ai 400 metri quadrati che potranno rimanere sempre aperti ovunque. E lo stesso vale per i negozi misti a prevalenza alimentare. Ossia quei negozi con almeno il 60% di esposizione commerciale dedicata agli alimentari e ai prodotti per la persona.