Meeting e convention, Roma strappa il primato a Milano

14/12/2000

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Giovedì 14 Dicembre 2000
italia-turismo
Congressi
: Fatturato oltre quota 6.500 miliardi di lire (+16%).
Meeting e convention, Roma strappa il primato a Milano

(NOSTRO SERVIZIO)

FIRENZE Giubileo e svalutazione dell’euro danno una spinta al turismo congressuale italiano, che nel primo semestre del 2000 segna una decisa ripresa, recuperando il terreno perduto nello stesso periodo dell’anno precedente. L’inversione di tendenza emerge dal rapporto semestrale dell’Osservatorio congressuale, realizzato dal master in Sviluppo turistico dell’Università di Bologna e presentato a Firenze in occasione della Borsa del turismo congressuale (Btc): gli indicatori del comparto sono tornati a essere tutti positivi, con balzi a due cifre che fanno ben sperare per la chiusura dell’anno.

In particolare, nei primi sei mesi del 2000 il fatturato è cresciuto del 16,1%, arrivando a toccare i 6.564 miliardi di lire. Merito sia della crescita degli incontri, saliti a 58.330 (+3%), che dei partecipanti, lievitati a 9,7 milioni (+12%); la conseguenza è stata l’aumento della dimensione media degli eventi (166 partecipanti l’uno, pari a +8,5%). Assieme alle dimensioni, cresce anche la durata dei congressi (+1,9%), che produce effetti diretti nel settore alberghiero: non a caso, i pernottamenti congressuali sono saliti del 16% a quota 9,2 milioni. In crescita (+14%), infine, anche le giornate di presenza congressuale, arrivate a 18,9 milioni.

A rimettere in moto il turismo congressuale, secondo l’Osservatorio, sono stati soprattutto tre fattori: la ripresa economica avviata nel Paese, testimoniata dall’incremento dei congressi aziendali, che avevano subito un forte calo nel 1999; il miglioramento della competitività dell’Italia sui mercati esteri, favorito anche dalla svalutazione dell’euro, che ha incentivato l’organizzazione di eventi internazionali nel nostro Paese (+13%); e, infine, le celebrazioni del Giubileo, responsabili di un vero boom di incontri promossi dalle associazioni religiose e culturali (+112%).

In un periodo di così grande fermento, oscillazioni registra anche il mercato delle destinazioni congressuali, sul quale guadagnano spazio le città d’arte e minori (ideali per ospitare eventi medio-piccoli, di breve durata e a carattere locale; ormai detengono una quota di mercato del 40,6%) a scapito di quelle turistiche (18,7%). Tengono, invece, le città metropolitane, che però decretano un cambio al vertice della classifica: per la prima volta Roma strappa lo scettro a Milano (sia per numero di eventi che di partecipanti), scesa al secondo posto subito prima di Firenze, saldamente al terzo posto e ormai staccata da Napoli.

Silvia Pieraccini