Medicinali C, nodo irrisolto

29/11/2007
    giovedì 29 novembre 2007

      Pagina 11 – Commenti e inchieste

      In discussione – Negli esercizi commerciali con ricetta

        Medicinali C, nodo irrisolto

          di Sara Todaro

          È ancora tregua armata sulla vendita dei farmaci «C» con obbligo di ricetta anche fuori dalle farmacie. Dopo l’incontro di ieri tra il ministro della Salute, Livia Turco, il viceministro allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico, e i vertici di Federfarma, Fofi (Ordine) e Assofarm (farmacie comunali), i farmacisti titolari hanno incassato solo la garanzia che l’articolo 2 del Bersani-ter all’esame della commissione Industria del Senato sarà accantonato, in attesa che Parlamento e Governo trovino un accordo. Annullata in extremis l’assemblea straordinaria che Federfarma aveva ipotizzato per oggi.

          Un nuovo incontro ci sarà la prossima settimana, in coincidenza con la mobilitazione delle sigle dei farmacisti non titolari per mercoledì davanti al Senato. Nessuna comunicazione dalla Salute: la Turco, contraria alla norma, ha aveva già detto che «deve decidere il Parlamento». Più esplicito Bubbico, per conto di Bersani: «L’approfondimento è in corso, ma la strada del cambiamento è segnata: accantonare serve a lavorare con più calma». Insomma, tutte le strade sono aperte.

          Sul tappeto – oltre alla massa di emendamenti soppressivi di tutti gli schieramenti – c’è il pacchetto di proposte già avanzato da Federfarma (2.200 presidi in più; aperture anche negli aeroporti, porti, stazioni ferroviarie autostrade e centri commerciali; orari più flessibili) e integrato da Assofarm (nuova remunerazione, titolarità a regola Ue). Aperture apprezzate dal Governo, ma aspramente contestate anche ieri dai Liberi farmacisti (non titolari) dati Istat alla mano. Mentre resta irrisolto il nodo del contendere: per le farmacie è inammissibile mandare la ricetta negli esercizi commerciali. In alternativa propongono di ampliare il ventaglio dei prodotti di usi consolidato cedibili senza prescrizione, per aumentare il giro d’affari dei canali alternativi costretti ad assumere un professionista. Il rebus è dove fermare l’asticella dei farmaci senza ricetta. Senza farsi (e senza far) male a nessuno.