McDonald’s, stralci del Decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 61 – PART TIME

Decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 61 – PART TIME

"Attuazione della direttiva 97/81/Ce del Consiglio del 15 dicembre 1997, relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale.

Art. 2 co. 2. Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

Art 3 co. 3. L’effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede in ogni caso il consenso del lavoratore interessato. L’eventuale rifiuto dello stesso non costituisce infrazione disciplinare, né integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento.
co. 7. Ferma restando l’indicazione nel contratto di lavoro della distribuzione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese ed all’anno, i contratti collettivi, di cui all’articolo 1, comma 3, applicati dal datore di lavoro interessato, hanno la facoltà di prevedere clausole elastiche in ordine alla sola collocazione temporale della prestazione lavorativa, determinando le condizioni e le modalità a fronte delle quali il datore di lavoro può variare detta collocazione, rispetto a quella inizialmente concordata col lavoratore ai sensi dell’articolo 2, comma 2.

co. 8. L’esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare la collocazione temporale della prestazione lavorativa a tempo parziale comporta in favore del lavoratore un preavviso di almeno dieci giorni. Lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 comporta altresì in favore del lavoratore il diritto ad una maggiorazione della retribuzione oraria globale di fatto, nella misura fissata da contratti collettivi di cui al medesimo comma 7.

co. 9. La disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto.

co. 10. Durante il corso di svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale il lavoratore potrà denunciare il patto di cui al comma 9, accompagnando alla denuncia l’indicazione di una delle seguenti documentate ragioni: a) esigenze di carattere familiare; b) esigenze di tutela della salute certificata dal competente Servizio sanitario pubblico; c) necessità di attendere ad altra attività lavorativa subordinata o autonoma.
La denuncia, in forma scritta, potrà essere effettuata quando siano decorsi almeno cinque mesi dalla data di stipulazione del patto e dovrà essere altresì accompagnata da un preavviso di un mese in favore del datore di lavoro.

co. 11. Il rifiuto da parte del lavoratore di stipulare il patto di cui al comma 9 e l’esercizio da parte dello stesso del diritto di ripensamento di cui al comma 10 non possono integrare in nessun caso gli estremi del giustificato motivo di licenziamento.

co. 12. A seguito della denuncia di cui al comma 10 viene meno la facoltà del datore di lavoro di variare la collocazione temporale della prestazione lavorativa inizialmente concordata.

Stralcio Decreto Part Time – a cura della Filcams Cgil Milano.

Note:
Mc Donald’s (sia gestione diretta che licenziatari), indica nelle sue lettere di assunzione l’intera gamma di fasce orarie possibili, riservandosi quindi il diritto di variare la collocazione temporale della prestazione lavorativa. Questo decreto, al punto 7, prevede questa possibilità a fronte del pagamento di una maggiorazione che dovrà essere stabilita fra azienda ed Organizzazioni Sindacali.

Prima della pubblicazione di questo decreto, invece, la variazione degli orari così come gestita in Mc Donald’s non era regolare, tanto che alcuni lavoratori part time hanno promosso cause nei confronti dell’azienda richiedendo danni (quantificati da alcuni pretori in circa la metà fra quanto percepito e quanto dovuto se il rapporto di lavoro fosse stato full time), per esempio per l’impedimento di trovare una ulteriore attività lavorativa.

Non è invece prevista una flessibilità tale, da consentire all’azienda di variare la quantità giornaliera delle ore previste nel contratto di assunzione.
Es: assunzione per 4 ore giornaliere per 6 giorni alla settimana, che si trasforma in turni di 5 ore e successivamente di 3; l’azienda, in questa maniera, utilizza irregolarmente i recuperi per evitare di pagare le maggiorazioni previste per il lavoro supplementare del 30%.

Il decreto prevede poi che i turni di lavoro vengano esposti con almeno 10 giorni di anticipo, per consentire ai lavoratori di poter conciliare attività lavorativa e vita personale e familiare.

Per motivi familiari, di salute, di studio, o per poter svolgere un’altra occupazione è comunque possibile richiedere agevolati, fissi, o comunque flessibilità minori, tali da far conciliare le diverse esigenze.

Per ulteriori informazioni – Filcams CGIL MILANO – Giuseppe Filippini
Tel 02.55025.369fax 02.5453423e-mail filcams.centro_storico@mi.lomb.cgil.it