McDonald’s, polpette avvelenate ai lavoratori

10/10/2003





 
   
10 Ottobre 2003
ECONOMIA




 


McDonald’s, polpette avvelenate ai lavoratori

McDonald’s Italia chiuderà il 16 ottobre 8 degli 82 ristoranti a gestione diretta, come annunciato nel mese di settembre. Si tratta di un fatto inedito nel nostro paese dove, finora, le chiusure avevano coinvolto solo punti vendita in franchising. Azienda e sindacati hanno sottoscritto un accordo per il passaggio «da posto a posto» di lavoro dei 156 addetti dei ristoranti che abbasseranno per sempre la saracinesca. I lavoratori di quattro ristoranti saranno ricollocati in altri negozi della rete McDonald’s nel raggio di 30 chilometri. I dipendenti di un quinto locale, invece, saranno traslocati in una provincia limotrofa e riceveranno dall’azienda un contributo di 1.500 euro per le spese di trasferta. La somma verrà erogata, comunque, ai lavoratori che non accetteranno il trasferimento come «incentivo all’esodo». I lavoratori dei tre ristoranti per cui non è stata trovata una ricollocazione «vicina» potranno scegliere tra un posto di lavoro in un locale distante anche centiania di chilometri e sei mensilità come incentivo ad andarsene dalla Company. Sei stipendi che diventano nove per i dipendenti dei due ristoranti chiusi nel Mezzogiorno d’Italia (Ortona e Modica). In ogni caso, c’è da dubitare della possibilità che ragazzi che lavorano part time per un salario più che modesto siano disposti a macinare centinaia di chilometri al giorno o, addirittura, a cambiare residenza per il piacere di friggere patatine e tirare a lucido il pavimento.

Stando al presidente di McDonald’s Italia, Mario Resca, le otto chiusure non sono un sintomo della crisi degli Archi dorati. Quei ristoranti erano stati aperti per battere la concorrenza; assolto il loro compito, si chiudono perché sono «doppioni». Apriremo dieci nuovi ristoranti nel 2004 e trenta per anno a partire dal 2005, assicura Resca. I dati confermano però che in Europa McDonald’s continua ad avere problemi. Le vendite a settembre sono scese dell’1%. Nel Terzo Mondo sono diminuite addirittura del 4,2%. Ma negli Usa, si consola Big Mac, le vendite sono cresciute del 10%, il balzo più consistente negli ultimi cinque anni. (m.ca.)