McDonald’s: ora intervenga Salvi – Il Nuovo 8 GENNAIO 2001



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McDonald’s: ora intervenga Salvi

A Roma si sono riuniti i delegati nazionali del sindacato e le rappresentanze di base: chiedono l’intervento del ministro del Lavoro per costringere la società a sedersi al tavolo delle trattative

di Simone Navarra


ROMA – "Non è possibile che hamburger e patatine siano uguali in ogni McDonald’s, mentre invece i contratti sono diversi un locale dall’altro, così come il modo di trattare le persone che vi lavorano". Daniela Rondinelli, della Fisascat-Cisl, spiega con una battuta il senso della riunione dei delegati nazionali sulla questione che da mesi agita i rapporti tra catena del fast food e addetti. 

Parte con questi ingredienti la lettera al ministero del lavoro per aprire un tavolo di trattative sindacati-McDonald’s.

Il problema è noto. La multinazionale delle patatine è disponibile a trattare per i soli locali in gestione diretta, che sono 22 su 295, gli altri locali in franchising non sono, per McDonald’s sua diretta responsabilità. "L’alibi non regge – attacca Gabriele Guglielmi della Filcams Cgil, i problemi sono comuni all’interno del sistema Mc Donald’s e quindi il confronto deve essere nazionale e complessivo per tutti i locali in gestione diretta e indiretta. Quindi licenziatari compresi".

La richiesta dell’intervento del ministero lavoro arriva dopo le agitazioni durante il periodo festivo e gli scioperi del 31 dicembre e del primo gennaio.

"Con la riunione di oggi si è cercato – continua la Rondinelli – di mettere un punto definitivo che possa essere una base da cui partire. E’ stato fondamentale il passo compiuto, ma adesso servono certezze giuridiche per chi frigge e confeziona senza mai alzare la testa".

Per il momento non sono previste altre agitazioni, ma certo il dado è tratto. "La parola fine deve essere messa su questa vicenda – specifica Guglielmi – non è possibile che sussistano ancora delle differenze". Adesso la palla passa al ministro Cesare Salvi che comunque già in passato era intervenuto sulla vicenda, inviando in alcuni locali gli ispettori del lavoro. Il caso più eclatante era quello del McDonald’s di via Talenti, a Firenze. Alcuni giovani operai denunciarono in una manifestazione nel novembre scorso, che molte erano le offese, le provocazioni a cui erano stati sottoposti. Una delle ragazze in servizio raccontò di essere stata costretta da un dirigente a rimanere in piedi per tre ore davanti ad una macchinetta che timbra il cartellino, dopo che si era rifiutata di spostare alcuni scatoloni. Il giorno successivo poi, avrebbe ricevuto una lettera di richiamo dalla direzione che la rimproverava per essere rimasta inattiva per tutto quel tempo. "Comportamenti simili sono da fine ottocento non da duemilauno – conclude Daniela Rondinelli – e non è possibile che sia data a un qualsiasi datore di lavoro la possibilità di attuarli. McDonald’s si deve prendere l’onere di rimettere a posto la situazione".

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(8 GENNAIO 2001, ORE 18:10)