McDonald’s, hamburger e rincari – Intanto arrivano gli scioperi – Il Nuovo 28.12.200

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McDonald’s, hamburger e rincari

Aumentano i prezzi della più grande catena di fastfood, ma dietro le quinte si parla di una guerra: un braccio di ferro per le royalties tra la company e i gestori in franchisig. Intanto arrivano gli scioperi

di Giovanni Audiffredi


MILANO – Altro che due al prezzo di uno. E tanti saluti agli americani che si rincorrono in una lotta all’ultimo cent per accattivarsi la preferenza del consumatore supini alla divina concorrenza sul mercato del panino. McDonalds Italia se ne fa un baffo e punta sulla strategia che governa la legge della domanda e dell’offerta.
L’hamburgher non tira? Rifacciamoci con le patatine e il baccalà fritto. L’effetto bovino impazzito comincia a scalfire anche una multinazionale del panino come McDonald’s? Così si potrebbero spiegare i rincari del fast-food con il pagliaccione che ha aumentato del 13,5% le unte
french fries al cartoccio e del 18% il filetto di pesce impanato con relativa salsina vere d’accompagnamento.
Lo stesso si dica per i bicchieroni di bibite e i dolcetti di fine abbuffata, che sono saliti di prezzo tra il 10 e il 15 per cento. Niente affatto, la povera mucca malata questa volta non c’entra. Dietro il giro di vite, operato da circa un mese a questa parte, nei ristoranti della catena giallo-rossa ci sarebbe ben altro: un braccio di ferro per le royalties tra la company e i gestori in franchisig.
Ebbene sì gli imprenditori che hanno investito nel business della grande M sono stufi dei rigidi vincoli della standardizzazione omologante, imposta ai loro punti vendita. Non tanto perché ciascuno, colto da un improvviso fervore creativo, sarebbe pronto a mescolare insalata, pollo e salsa curry e un tocco di maionese in una nuova formula vincente, quanto perché l’odiatissima globalizzazione ha banali costi di gestione a cui si deve fare fronte. E tutti ci si devono sottomettere. Così, conti alla mano, i
cummenda in franchising hanno chiesto una riduzione delle royalties. Quelli della company hanno sgranato gli occhi e poi hanno trovato l’uovo di colombo: alziamo i prezzi così non ci rimette nessuno.
La vicenda non è sfuggita ai sindacati, che sono sul piede di guerra con le orecchie ben tese. E prontamente hanno pensato di mettere in piazza il testa testa tra padroncini e multinazionali da cui escono penalizzati solo i consumatori.
Intanto, a causa del rinnovo del contratto integrativo aziendale, per deglutire il quale servirà più di una passata di ketchup, i lavoratori di McDonald’s saranno in agitazione a partire dai primi giorni dell’anno nuovo.
Alla Filcams-Cgil di Milano si sfregano le mani per aver indetto il primo sciopero del terzo millennio, quello che vedrà in città il blocco di tutti i fast-food della company a cavallo tra san Silvestro e il primo giorno del 2001.

(28 DICEMBRE 2000, ORE 22:45)