McDonald’s, ecco il manuale segreto, Il Corriere della Sera, 5 novembre 2000


Il Corriere della Sera 5 novembre 2000

McDonald’s, ecco il manuale segreto

Le regole per i dipendenti: tenacia non talento. Vietate scarpe da tennis, anelli e collane

      ROMA – «Il mondo è pieno di derelitti educati. Solo la tenacia e la determinazione sono onnipotenti». Ecco una delle massime, lapidarie, contenute nel manuale ad uso dei dipendenti McDonald’s (280 ristoranti e 15.000 dipendenti solo in Italia) che una «gola profonda» ha divulgato, malgrado la sigla «informazioni confidenziali, vietata la diffusione all’esterno». Un manuale che mette subito in chiaro quanta fatica debba affrontare il nuovo assunto nel regno degli hamburger: «Quando inizierai a lavorare ti sembrerà forse di aver perso l’uso della mano destra». La diffusione del manualetto interno, che illustra l’etica stakanovista imposta dalla multinazionale, è la prima tappa di uno scontro in atto tra il «sistema americano» e la visione europea del lavoro. Altre scintille sono scoccate in Francia, quando i lavoratori di Eurodisney si sono confrontati coi «comandamenti» della casa madre, o nei Paesi europei dove la Ups, multinazionale dei recapiti a domicilio, ha aperto le sue filiali.
      In Italia, la spiata sul manuale è anche l’ultima tappa dell’escalation nella «guerra degli hamburger». Dopo gli scioperi nei McDonald’s di Firenze e Roma, la Fisascat-Cisl del Lazio (sindacato dei lavoratori del commercio e turismo), ieri ha denunciato le «reazioni punitive messe in atto al McDonald’s del Grande raccordo anulare Ardeatina contro i dipendenti colpevoli di aver scioperato». Reazioni che, secondo il sindacato, si sarebbero spinte, «nel nome di una logica del profitto all’americana, fino a umiliare i dipendenti e a privarli di alcune libertà personali».
      Smentisce il McDonald’s Ardeatina: «Le accuse di attività antisindacale sono strumentali e infondate». Si spacca il sindacato: «Non ho sentito casi di violazioni personali», dichiara Luigi Scardaone, segretario generale della Uiltucs-Uil del Lazio. Ma intanto, per il 7 novembre a Firenze, è annunciato un altro sciopero dei lavoratori del McDonald’s di via Cavour per denunciare che «tutti i partecipanti allo sciopero dell’8 ottobre sono stati costretti alle dimissioni».
      La filosofia del gruppo e le tecniche per motivare il personale, con le buone e con le cattive, si ritrovano tutte nell’agile libretto del «McDonald’s pensiero», che ogni
      crew manager (ragazzo che controlla il lavoro degli altri ragazzi) deve tenere in tasca. I toni a volte sono enfatici: «Ogni giorno riserva nuove esperienze e opportunità per un membro della squadra McDonald’s». O enfatico-pedagogici: «Niente al mondo può sostituire la tenacia. Non il talento: nulla è più comune di uomini dotati di talento cui il successo non arride. Non il genio, che non paga. Non l’educazione da sola…».
      Toni leggermente minacciosi: «Non si possono portare scarpe da tennis e nemmeno anelli, orecchini, collane vistose o fuori norma. La pulizia dell’uniforme è a cura e spese del dipendente, che, qualora ne sia sprovvisto, incorre in sanzione disciplinare». Toni decisamente minacciosi: «Possono portare alla risoluzione del rapporto di lavoro, oltre alle infrazioni del contratto nazionale, alcune mancanze disciplinari che verranno valutate con la diligenza del buon padre di famiglia». Un istituto giuridico, «il buon padre di famiglia», che non esiste nel sistema giuridico e che però, nella visione McDonald’s, ha poteri di licenziamento.
      Al «furto» del manuale, l’ufficio relazioni esterne McDonald’s reagisce con una precisazione: «Si tratta solo di normale buon senso, di esperienze che servono a formare. Il regolamento intende migliorare la qualità della prestazione. Principi che andrebbero adottati da ogni azienda che operi al servizio del pubblico».
Claudio Lazzaro