McDonald’s è pronta a diversificare

20/12/2000

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Mercoledì 20 Dicembre 2000
italia – economia
E McDonald’s è pronta a diversificare con pizze, toast e spremute d’arancia

MILANO. McDonald’s diversifica e, dopo aver costruito il proprio successo mondiale con l’hamburger di manzo, mette in cantiere nuovi progetti, anche sulla spinta di "mucca pazza" che in Italia ha provocato un calo delle vendite pari al 5%. Le novità che il gruppo si accinge a estrarre dal cilindro del grande clown, simbolo universale della multinazionale, coinvolgono la pizza, i toast con prosciutto cotto e formaggi della Val Padana e le spremute di arance rosse siciliane fresche. «Una ricetta — afferma Mario Resca, presidente di McDonald’s Italia — destinata ancora di più a caratterizzare la nostra offerta fatta di prodotti di qualità e servizio veloce, pulito e trasparente».

A livello nazionale, invece, le novità sono tre: l’accordo con il Consorzio arance rosse di Sicilia che fornirà gli agrumi per fare le spremute fresche in tutti i punti vendita, il lancio di McTost e di "Pizza mia", insegna destinata esclusivamente al servizio pizzeria. «Il primo punto vendita — annuncia Resca — verrà inaugurato entro Natale in via Fulvio Testi, a Milano».

Dall’hamburger alla pizza made in Italy: dopo mesi di test si è dunque arrivati alla nuova sfida sul campo con il concorrente Autogrill, che con Spizzico e Burger King ha già anticipato questa formula. «La nostra iniziativa — precisa Resca — non è una reazione a quello che fanno i concorrenti, ma semplicemente l’attuazione di programmi che rientrano nella politica del nostro gruppo. In ogni Paese dove siamo presenti l’unica proposta che ci lega è BigMac (il classico hamburger con cetriolo, ndr), che peraltro viene fatto con materie prime locali. Per il resto si opera seguendo gli usi e i costumi locali, nonchè sviluppando le tipicità alimentari del luogo. I consumatori ce lo riconoscono e ci premiano».

Nonostante la frenata dovuta alle vicende di mucca pazza, nel quartiere generale della sede italiana non sembrano affatto preoccupati. Non solo perchè il preconsuntivo 2000 sfiora i 900 miliardi, con una crescita del 20% sul ’99, ma perchè «le esperienze che abbiamo accumulato finora — dichiara Resca — hanno finito per incentivare e accelerare i progetti di crescita e diversificazione». Progetti che fanno parte del nuovo piano triennale di sviluppo che, sostenuto da investimenti per 500 miliardi, permetteranno di raddoppiare l’attuale rete di ristoranti (295, di cui l’80% in franchising) e l’assunzione di 10mila nuovi addetti, fino a un totale di 25mila a fine 2003.

A chi, incredulo, osserva come sia possibile spingere l’acceleratori a questi livelli, Resca replica rimandando al fatto che nel Paese «è in atto una crescita della spesa fuori casa». Inoltre, «per quanto ci riguarda offriamo prodotti di prima qualità, certificata e per la maggior parte rigorosamente made in Italy: così è per la carne, per le bevande, per le insalate fino ai bicchieri che arrivano dalla Seda di Arzano».

Restano aperti, intanto, i problemi sindacali scoppiati di recente che hanno portato alla chiusura per sciopero di alcuni ristoranti. Ieri si è bruscamente interrotto il confronto tra azienda e sindacati: il personale, di conseguenza, entrerà in stato di agitazione da oggi fino al 7 gennaio.

Nicola Dante Basile