McDonald’s, allergia da sindacato – il manifesto 6 gennaio 2000

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Gennaio-2001/art32.htm


il manifesto 6 gennaio 2000

McDonald’s, allergia da sindacato
A Milano, pur di non far svolgere un’assemblea dentro il locale, era pronta ad affittare uno stanzone
MANUELA CARTOSIO – MILANO

Ici Paris: "McDonald’s preferirebbe chiudere un locale piuttosto di trattare con il sindacato" (dall’intervista a un "friggitore" parigino pubblicata mercoledì su queste pagine). Qui Milano: pur di non far svolgere un’assemblea sindacale nel ristorante di piazza Duomo, ieri la McDonald’s era disposta ad affittare a sue spese uno stanzone. Pretendeva che l’assemblea si tenesse lì, a debita distanza. Lavoratori e sindacato hanno ovviamente rifiutato la "generosa" offerta. E McDonald’s ha chiamato la polizia. Nel tardo pomeriggio, i lavoratori dei McDonald’s milanesi hanno fatto un presidio di fronte al locale di piazza Duomo. Prima, una cinquantina di loro si erano trovati all’Anpi per fare il punto della situazione dopo lo sciopero milanese di fine anno e in vista dell’attivo nazionale di lunedì a Roma.
"Milano deve fare da traino, dobbiamo portare a casa il contratto integrativo per tutti i 15 mila dipendenti della McDonald’s", dice Alessandro Ingrosso, della Fisascat Cisl. "Per tutti" significa rifiutare la condizione capestro messa da McDonald’s Italia che, dopo aver impiegato 3 anni per considerare "ricevibile" la piattaforma sindacale, ora è disposta a trattare, ma solo per la trentina di ristoranti che gestisce direttamente. Non per gli altri 264 in franchising, "giuridicamente indipendenti", in realtà legati mani e piedi alle direttive della multinazionale. Dunque, poche storie, dice Mirko Grandi, delegato della Filcams Cgil, chi fa lo stesso lavoro deve avere lo stesso trattamento, "i locali in franchising non possono restare terra di nessuno".
Nel salone dell’Anpi un piccolo spaccato della "ciurma" Big Mac: parecchi extracomunitari, alcune facce da bambino, qualcuno con relativa anzianità di servizio. Massimo, 26 anni, indossa la giacchetta McDonald’s da 2 anni e mezzo, part time di 30 ore per un milione e 200 mila lire al mese. Lavora al ristorante di piazzale Loreto, il più sindacalizzato, l’unico che il giorno di San Silvestro è stato costretto a chiudere per sciopero. "Pur di non ammetterlo, hanno inventato una chiusura per inventario". Il mondo McDonald’s è una grande bugia: "sembra tutto rose e fiori e invece ti sfruttano ben volentieri. Appena possono, ti mettono i piedi in testa. I diritti li fanno passare per favori". Si resiste "in mancanza di meglio".
Il turn over è altissimo, attorno al 40%. E la cosa va benissimo alla McDonald’s, afferma Giuseppe Filippini, della Filcams Cgil, chi si ferma per poco costa meno, non accampa "pretese". Questo è forse l’ostacolo maggiore che l’universo McDonald’s, puntellato dall’ideologia della "grande famiglia", oppone alla sindacalizzazione. Il modello continua a tenere sul versante dello sfruttamento del lavoro, mentre dà segni di cedimento il franchising. Crescono i licenziatari che buttano la spugna, strangolati dai prezzi stracciati e dalle royalties. McDonald’s, invece, continua a prosperare, lucrando sugli immobili più che sulle polpette.