McDonald’s accusata di sfruttare il lavoro minorile, Rassegna Sindacale 28 agosto 2000

Rassegna Sindacale 28 agosto 2000



Hong Kong / Bambini costretti a turni di 16 ore, 7 giorni su 7
McDonald’s accusata di sfruttare
il lavoro minorile
di Davide Orecchio
E così ci sarebbe cascata anche la McDonald’s. Come se non potesse mancare il suo marchio nel prestigioso book internazionale di grandi aziende che hanno fatto ricorso, chi prima e chi dopo, alle comode mani dell’infanzia. L’accusa, lanciata dal quotidiano «South China Morning Post», riguarda la confezione dei gadget (orsetti, soldatini e così via) che affollano i mac-ristoranti per la gioia dei bimbi di tutto il mondo. Altri bimbi assai meno felici, secondo il giornale cinese, costruirebbero questi accessori lavorando in condizioni di sfruttamento inumane.

Responsabile dell’accaduto dovrebbe essere la ditta che fornisce i giocattoli a McDonald’s: la Simon Marketing Ltd. di Hong Kong, che ha commissionato la produzione degli articoli alla City Toys Ltd. Quest’ultima azienda opera nella zona economica speciale di Shenzen, vicino a Hong Kong, dove (come in tutte le zone economiche speciali e nelle zone franche d’esportazione) si possono fabbricare beni con costi vantaggiosi e in regimi fiscali benevoli.

Questa volta, però, la City Toys sembra avere passato il limite. E’ accusata, infatti, di impiegare circa 400 minorenni (età media 14 anni) su un totale di 2000 dipendenti, con turni quotidiani di 16 ore, sette giorni su sette, pagandoli 1,50 yuan all’ora (meno di 400 lire). I bambini vivono in dormitori adiacenti alla fabbrica: ammassati a decine su panche di legno senza materassi, consumano il loro "riposo".

La McDonald’s si è impegnata ad aprire un’inchiesta. «Abbiamo preso molto seriamente queste testimonianze – ha dichiarato Walt Riker, portavoce dell’azienda – e agiremo immediatamente per appurare quello che è successo». Un rappresentante della Simon Marketing Ltd., inoltre, ha dichiarato che l’azienda compie frequenti ispezioni dalle quali emergerebbe che la City Toys non viola il codice del lavoro in vigore alla McDonald’s, che bandisce, tra l’altro, il ricorso al lavoro minorile.

Nel frattempo sono scoppiate le proteste. Alcuni dimostranti, riferisce il «South China Morning Post», si sono spinti fin sotto casa del direttore della City Toys, il quale ha negato tutto. 

Lo sfruttamento dei bambini a Shenzen era già stato denunciato pochi mesi fa da un sindacato di Hong Kong, il Comitato industriale cristiano, in seguito a una ricognizione effettuata presso la City Toys. Non sono dati che stupiscono più di tanto. Secondo l’Organizzazione mondiale del lavoro, infatti, nel 1999 nella regione di Hong Kong le persone "economicamente attive" tra i 15 e i 19 anni sono state 82.400.

(28 agosto 2000)