McDonald e Slow food: la ricetta del candidato premier – La Repubblica – Primo Aprile 2001

McDonald e Slow food: la ricetta del candidato premier


Testata
: La Repubblica Del: 04/01/2001



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McDonald e Slow food
la ricetta del candidato premier

Rutelli: "Se avessi detto che ho fatto il pasticciere sarebbe stata la gag del giorno"

FABRIZIO RAVELLI




CERNOBBIO – Il problema minore che Francesco Rutelli si rigira in testa, avviandosi alla Convention della Confcommercio è questo: «Avendo avuto dei commercianti in famiglia.», dirlo o non dirlo? Fare la parodia di Berlusconi (operaio, industriale, contadino, casalingo, e oggi qui a Villa d’Este forse pasticciere come il presidente Billé), o tacere del tutto? Scelta finale a metà strada: «Non ho fatto battute sul fatto d’esser stato pasticciere da piccolo, anche se ho avuto dei commercianti in famiglia. Sarebbe stata la gag del giorno». Il problema vero è un altro: farsi esaminare da quelli che la sinistra ha chiamato per decenni «bottegai», e portare a casa una sufficienza. Diciamo che il candidato Rutelli se la cava. Nemmeno un fischio, applausi moderati (8 secondi), e cauto incoraggiamento da parte del presidente Billé: «Avevamo chiesto risposte, e da questo punto di vista credo che Rutelli qualcosa l’abbia detto. Certo è prematuro dare un giudizio prima di aver sentito Berlusconi».
Billé, per festeggiare questa Convention internazionale messa su per non sfigurare a confronto della grande industria, ha fatto arrivare dalla sua pasticceria messinese 400 cannoli. Poi, davanti ai cannoli puntati, ha chiamato i due aspiranti premier: prima Rutelli, poi Berlusconi. Si sa che gran parte dei commercianti italiani tifa per il centrodestra. Ma Billé, aprendo i lavori, ha cercato di smarcarsi distribuendo legnate a entrambi gli schieramenti. Slogan: «La campagna elettorale mi sembra una schifezza. Troppa nebbia sui programmi». Pollice verso a una nuova legge Tremonti, e perfino una sberla al Cavaliere: «Promette tutto a tutti, ma il gioco non funziona più».
Un benvenuto a Rutelli, quasi un invito a nozze. «Alla Confindustria ho fatto un discorso coi piedi per terra, e sono lieto che non sia stato accolto con tripudio: Confindustria rappresenta una parte importante d’Italia, ma non comanda».
Musica per le orecchie di Billé, che con l’organizzazione di D’Amato ha ingaggiato una sgomitante guerra («Il terziario rappresenta da solo il 51 per cento del Pil»). Berlusconi dice sì a tutti? «Io non cerco di lisciare il pelo – attacca il candidato Rutelli – Ho questo difetto: non vado in giro a dire che sono d’accordo con tutti, che sono come loro. Non è serio, non è da persona seria».
Billé ha presentato due sondaggi fra i commercianti che bocciano la politica economica del governo: «Una sfida aspra e impietosa», incassa Rutelli. Un vero balsamo, però, gli schiaffi al centrodestra: «Ho apprezzato nel tuo discorso di ieri anche gli spunti critici rivolti all’altra parte. L’opposizione farà l’opposizione anche per i prossimi cinque anni, e avrà la possibilità di fare un ottimo lavoro al servizio del Paese e di rendersi utile. Ma dalla maggioranza voi vi aspettate di più». «Il vostro mondo – dice – ha bisogno di ottimismo, di fiducia, che sono pane per i vostri denti. E anche di stare con i piedi per terra».
Mica come quei sicofanti dell’opposizione: «Le promesse che non si possono mantenere durano poco, fomentano illusioni e delusioni. Avevano promesso di ridurre la pressione fiscale di 1214 punti, per un ammontare di 180200 mila miliardi. Nell’ultima settimana sono scesi a 70 mila, e ieri addirittura a 50 mila. Una cosa sbalorditiva, una campagna al contrario».
«Billé chiede impegni e io rispondo.» annuncia. E dunque. Chiedete un punto all’anno di riduzione fiscale? «Credo sia realistico pensare a uno 0,7 all’anno». Irap?»Meno 30 per cento per le piccole imprese». Legge Tremonti? «Un fuoco di paglia, che è servita solo alla grande industria». E via con una serie di «questo lo possiamo fare», «questo impegno lo possiamo assumere».
Per i primi cento giorni Rutelli promette innanzitutto «di mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti della concertazione, che non è un idolo né un tabù». E anche questa è musica per le orecchie di Billé, che intorno al concetto di «nuova concertazione» cerca spazio per la sua Confcommercio. Tanto da aver pubblicamente elogiato la Cgil, in polemica con Confindustria: «La Cgil di Cofferati ha un ruolo importante in questo Paese».
E poi, magari senza «lisciare il pelo», però Rutelli mostra di non aver perso per strada le tradizioni commerciali di famiglia. Se la prende con gli abusivi: «C’è un negozio di un commerciante che paga le tasse, e sul marciapiedi lì davanti ecco un abusivo che vende merci contraffatte. Questo va combattuto con più determinazione». Abbasso le false borse di Prada, e le cinture Gucci taroccate. Viva invece i McDonald: «Noi abbiamo sempre detto che in Italia ci deve stare tutto. Chi attacca i McDonald non capisce niente dei gusti dei nostri figli». Insieme alle vecchie osterie: tranquilli quelli di Slow Food. E poi, quanto alla sicurezza: «Un vostro amico ha vinto a Bologna, segnalando le situazioni di degrado». Si chiama Guazzaloca, e la sinistra bolognese lo chiamava con sufficienza «il macellaio».