Mc Donald’s: 50 anni di panini e polemiche

18/04/2005
    domenica 17 aprile 2005

    l’anniversario

    Mc Donald’s, 50 anni di panini e polemiche
    Roberto Rossi

    MILANO I suoi cinquant’anni Mc Donald’s avrebbe preferito festeggiarli meglio. Oggi più che mai il colosso dell’hamburger – nato da un’intuizione di un venditore di frullati elettrici Multimixer, Ray Kroc, che nel 1954 divenne agente licenziatario dei due fratelli Mc Donald e l’anno successivo aprì il primo ristorante a Des Plaines nell’Illinois – è sotto pressione.

    Non per problemi di denaro. Quello non manca. Nell’ultimo trimestre del 2004 la catena di fast food ha triplicato gli utili netti salendo a 397,9 milioni di dollari. Se mai i problemi sono legati alla salute. Il nome Mc Donald’s è legato in maniera stretta alla campagna anti obesità lanciata negli Stati Uniti e in Europa e amplificata dal film di Morgan Spurlock “Super Size Me”. Nella pellicola si dimostra che il consumo regolare delle porzioni giganti proposte da Mc Donald’s è nocivo alla salute fisica e mentale. E proprio qui sta il punto.
    Se fino a qualche tempo fa la catena di fast food era messa alla berlina come esempio negativo di globalizzazione (cattive condizioni di lavoro, bassi salari, niente straordinari, e via di questo passo), oggi i suoi detrattori puntano soprattutto sulla scarsa qualità nutrizionale proposta dalla catena di fast food. Anche perché l’obesità sta diventando una vera e propria piaga sociale, non solo negli Stati Uniti, dove il 37% dei bambini e i 2/3 degli adulti sono sovrappeso o obesi, ma anche in Europa.


    Un piaga diffusa soprattutto tra i più poveri, spesso attratti dai bassi prezzi. In Francia ad esempio, secondo uno uno studio pubblicato dal ministero degli affari sociali, l’obesità risulta dieci volte più diffusa tra il bambini il cui il padre è un operaio non qualificato rispetto ai figli di quadri dirigenti. In quindici anni il numero di obesi è raddoppiato, la popolazione dei bambini sovrappeso si è moltiplicata per cinque. In Italia, in base al censimento Istat 2001, sono 4 milioni i bambini sovrappeso (+25% rispetto al 1994). Peggio per gli adulti. In appena cinque anni i fuori forma sono aumentati di 15 milioni. Il paese che in Europa ha più problemi è però la Gran Bretagna dove, tra l’altro, Mc Donald’s risulta il terzo inserzionista alla televisione e alla radio.


    Eppure dopo quasi mezzo secolo sono più di 29mila i ristoranti sparsi in 121 paesi (anche Cina e Russia), 13 mila circa solo negli Stati Uniti. In tutto sono impiegate un milione e mezzo di persone che servono più di 43 milioni di clienti ogni giorno. In Italia, dove il primo Mc è stato costruito nel 1985, e fino al 1996 erano attivi solo 28 locali, sono 310 i ristoranti di cui l’80% gestito in franchising che danno lavoro a circa 15mila persone. A questi numeri va aggiunto l’indotto creato, circa 3mila persone tra fornitori, costruttori e consulenti. Circa l’85% dei prodotti e delle materie prime impiegate nei ristoranti, infatti, provengono da aziende italiane. In tutto, comunque, i clienti sono oltre 180 milioni all’anno.


    Inoltre, è la difesa di Mc Donald’s, ogni italiano consuma più di 100 pasti fuori dalle mura domestiche, chi frequenta i fast food lo fa solo una volta ogni quindici giorni. Perché mai incolparli allora? Anche per questo dal 1998 la società si è focalizzata sulla qualità alimentare e nutrizionale portando avanti campagne pubblicitarie sulle maggiori testate italiane tendente a ribaltare i pregiudizi. Difficili da estirpare. Ci vorrebbero altri cinquant’anni.