Maxi sconti sotto controllo

21/02/2001

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Mai più vendite selvagge
maxi sconti sotto controllo

Il governo vara le norme per i negozianti, regole severe sulle promozioni
la riforma

LUISA GRION


ROMA — Arrivano le regole per maxisconti, formula «tutto a mille lire» o «tre per due»: il governo, dopo tre anni di stop and go, è pronto a varare le norme che disciplineranno le vendite sottocosto, ovvero l’offerta di prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli d’acquisto (tenendo conto dell’Iva, ma al netto degli eventuali sconti). L’obiettivo dichiarato è quello regolamentare la giungla di promozioni sotto le quali spesso si nascondono truffe ai danni dei consumatori attratti da prezzi civetta. Avete presente le file ai centri commerciali per comperare un telefonino a 90 mila lire messo in vendita solo in dieci esemplari? Casi come questi non saranno più possibili.
Il testo, sul quale ci sono stati pareri contrastanti dell’Antitrust e del Consiglio di Stato e che è stato lievemente modificato rispetto alla prima versione, fissa limiti legati alla dimensione del negozio e al tipo di prodotto offerto. Sarà presentato al ministro dell’Industria, Enrico Letta, in uno dei prossimi consigli dei ministri, forse già venerdì. Per proteggere i piccoli dallo strapotere dei grandi, infatti, il sottocosto non potrà essere praticato dai negozi che, per la singola merce, occupino più del 50 per cento della superficie di vendita di tutta la provincia. Né tantomeno sarà ammesso in caso di abuso di posizione dominante o concorrenza sleale. I mega sconti potranno essere effettuati solo tre volte l’anno (più una quarta eccezionale in caso di particolare «ricorrenza» del negozio, di ristrutturazione, nuova apertura o cambio d’insegna). Vietato il riallineamento: ovvero il megasconto praticato per rispondere alle offerte del negozio dirimpettaio (in un primo tempo la formula sembrava ammessa). Comunque sia l’offerta non potrà durare più di dieci giorni e gli esercizi dovranno comunicarne tempi e modi al Comune e ai consumatori, che dovranno essere tempestivamente informati anche della fine delle scorte. Sottocosto potranno essere offerti (non più di 50 al colpo) i prodotti alimentari freschi e deperibili, quelli che scadono entro i prossimi tre giorni o che sono a meno di 15 dal termine minimo di conservazione, quelli legati ad una particolare festa quando il periodo è passato (per esempio: panettone appena passato Natale). Nel settore «no food» sottocosto potranno essere venduti i beni lievemente difettati (ma comunque sicuri) o parzialmente deteriorati (es. quelli usati nelle dimostrazioni o esposti nelle fiere)e i prodotti tecnologicamente superati. Pronte le regole le polemiche restano: Confindustria che inizialmente protestava per le restrizioni ora vorrebbe un solo sottocosto all’anno. Le grandi marche, pur contente che qualche regola alla fine sia stata introdotta, protestano per la farraginosità delle norme. «Il limite stabilito per la superficie è troppo alto — dice Luigi Bordoni di Centromarca, — le sanzioni, multe fino a 6 milioni e fermo fino a 20 giorni, sono irrisorie»