Maxi aziende: frena il calo degli addetti

29/06/2005
    mercoledì 29 giugno 2005

      ECONOMIA ITALIANA – pagina 13

        Maxi aziende: frena il calo degli addetti

          ELIO PAGNOTTA

          Il calo dell’occupazione nelle grandi imprese si sta lentamente affievolendo. La diminuzione ( 7mila unità) è confinata al settore industriale— spiegano i dati Istat di aprile — mentre i servizi stanno facendo registrare un lieve ma costante recupero.

          In percentuale nel settore industriale la diminuzione degli occupati dipendenti è stata dell’ 1,7% su base annua ( 1,4% al netto della cassa integrazione), mentre nel settore dei servizi si è osservata una crescita dello 0,5%. In complesso, la contrazione dell’occupazione dipendente si è ridotta allo 0,3% ( 0,2% netto Cig). La perdita di 7mila posizioni lavorative ( su un totale di poco più di 2 milioni e 41mila unità) deriva da un calo di 13mila dipendenti nell’industria e da un aumento di 6mila posizioni nei servizi.

          Nel comparto manifatturiero (1,7%) si osserva una flessione diffusa, alla quale si è sottratta il settore delle raffinerie di petrolio e quello della produzione di metallo e prodotti in metallo (0,7% in entrambi i casi). La contrazione è sostenuta nelle industrie alimentari (4,3%), del tessile abbigliamento (4%) e della carta (3,7%).

          Le ore effettivamente lavorate per dipendente — al netto degli effetti di calendario — sono aumentate dell’ 1%, mentre il ricorso alla cassa integrazione è sceso del 3,2%. Le retribuzioni lorde per dipendente sono diminuite dello 0,3% (+ 1,4% la retribuzione media per ora lavorata). Nei diversi settori del terziario si verificano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali del 5,3% negli alberghi, del 2,2% nel commercio e del 3,5% nelle altre attività professionali. Complessivamente, in aprile nelle grandi imprese le retribuzioni sono aumentate del 7% su base annua (+ 8,8% per ora lavorata), mentre il costo del lavoro medio per dipendente è salito del 7,1% (+ 9% per ora lavorata).

          Soddisfatto il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, che ha definito « positivo il rallentamento della caduta dell’occupazione nelle grandi imprese » .

          Preoccupati invece sindacati e opposizione: per Carla Cantone, segretario confederale della Cgil, occorre intervenire « con strategie di politica industriale e per lo sviluppo » in grado di invertire il trend negativo di perdita di posti di lavoro. Per il segretario generale dell’Ugl Stefano Cetica « neanche il dato positivo sull’occupazione nei servizi può far distogliere l’attenzione dalla difficile realtà della grande industria » .

          Tiziano Treu ( Margherita), ex ministro del Lavoro, ha detto che i dati Istat sull’occupazione dimostrano che « il Paese è fermo » e che il Governo « sta alla finestra » .

          Per l’Istat in aprile ancora una forte discesa nell’industria ma i servizi hanno creato 6mila posti in un anno