Maternità: padri esclusi se la madre non lavora

02/08/2002

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
182, pag. 35 del 2/8/2002
di Carla De Lellis


Maternità.

Padri esclusi se la madre non lavora

Nessun permesso orario al padre (ex allattamento), nemmeno in caso di parto plurimo, quando la madre non è lavoratrice. Lo precisa l’Aran rispondendo ad apposito quesito sull’applicabilità dell’articolo 41 del dlgs n. 151/01, il Testo unico sulla maternità.

I permessi orari .La questione concerne la predetta norma che fissa il raddoppio dei permessi orari, in caso di parto plurimo, alla madre lavoratrice dipendente ed in particolare nella parte in cui stabilisce che le ore aggiuntive, rispetto a quelle ordinariamente spettanti, possono essere utilizzate dal padre. In maniera specifica, il problema riguarda la possibilità d’applicare la previsione nel caso in cui la madre non svolga alcuna attività lavorativa.

Il chiarimento. Giustamente l’Aran, per rispondere al quesito, chiama in causa l’intera disciplina dei permessi orari, sancita dagli articoli 39 e 40, nonché 41, del Testo unico.

L’articolo 39, spiega, prevede il diritto delle madri lavoratrici dipendenti a 2 periodi di riposo (uno solo, se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore), di un’ora ciascuno (o di mezz’ora se la lavoratrice fruisce dell’asilo nido o di altra struttura idonea istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa), anche cumulabili durante la giornata, nel primo anno di vita del bambino.

Il successivo articolo 40 prevede che le stesse ore di riposo sono riconosciuti al padre lavoratore: a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre; b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente; d) in caso di morte o di grave infermità della madre. E precisa che la lettera c) si riferisce al solo caso della madre, lavoratrice, che non sia ´dipendente’ (perché lavoratrice autonoma, professionista, ecc.) e non anche alla madre che non svolga attività lavorativa.

Da queste premesse, conclude che, poiché l’articolo 41, prevede che in caso di parto plurimo i periodi di riposo (previsti dagli articoli 39 e 40) sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre, quando la madre non svolge nessuna attività lavorativa (ragion per cui non può fruire dei permessi dell’articolo 39) neppure il padre beneficia dell’articolo 40 (fatte salve le altre ipotesi) e nemmeno può applicare la norma dell’articolo 41