Maternità, copertura ampia

10/11/2004


             
             
             
             
            Numero 269, pag. 31
            del 10/11/2004
             
            Maternità, copertura ampia
             
            Una sentenza della Corte di cassazione sulle garanzie alle lavoratrici madri.
            Tutela valida per tutta l’astensione obbligatoria
            di Debora Alberici
            Prolungato il periodo di corresponsione dell’indennità di maternità alle lavoratrici madri, disoccupate. Infatti, queste hanno diritto all’indennità di maternità, al posto di quella di disoccupazione, per tutto il periodo previsto per l’astensione dal lavoro, anche se è già scaduto il limite dell’indennità di disoccupazione stessa.

            Ciò purché l’astensione obbligatoria dal lavoro sia iniziata entro due mesi dalla risoluzione del rapporto e la lavoratrice sia ancora inserita, dunque, nel circuito lavorativo.

            È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza 21218 del 5 novembre 2004, che ha riletto le norme sulla tutela della maternità alla luce dei principi costituzionali affermati con la sentenza 132 del 1991.

            I giudici della quarta sezione hanno infatti accolto il ricorso di una lavoratrice contro l’Inps enunciando il principio di diritto secondo cui ´qualora l’astensione obbligatoria dal lavoro abbia inizio trascorsi sessanta giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e la lavoratrice si trovi, all’inizio dell’astensione obbligatoria, disoccupata e in godimento dell’indennità di disoccupazione, la stessa ha diritto, anziché della indennità di disoccupazione, all’indennità di maternità per tutto il periodo previsto per l’astensione dal lavoro, anche se nel frattempo è scaduto i limite entro il quale avrebbe avuto diritto all’indennità di disoccupazione ove tale indennità non fosse stata sostituita dall’indennità di maternità’.

            Le norme interpretate sono quelle contenute nell’articolo 17 della vecchia legge n. 1204 del 1971 (Tutela delle lavoratrici madri). Disposizioni sostanzialmente identiche a quelle del nuovo articolo 24 del decreto legislativo n. 151 del 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità). Quindi l’interpretazione resa dalla Corte è di fatto estensibile anche alla nuova disciplina.

            Ciò perché la decisione dei giudici di legittimità si fonda essenzialmente su principi di rango costituzionale di tutela delle donne madri che lavorano o che hanno appena sospeso il rapporto di lavoro.

            Secondo il Collegio, ´la lavoratrice in maternità deve pensare al bambino e non a trovare una nuova occupazione’. E sarebbe ´discriminatorio’ ritenere che per le lavoratrici con diritto all’indennità di disoccupazione la tutela della maternità trova un limite nella durata di disoccupazione protetta. (riproduzione riservata)