Maternità, al via il nuovo assegno

24/09/2001


Corriere Economia



NOVITA’ Domande entro il 7 ottobre per i bimbi nati dal 2 luglio 2000

Maternità, al via il nuovo assegno


Indennità di tre milioni se la mamma è precaria o disoccupata

      Maternità più protetta. Al via il nuovo assegno che spetta alle neo-mamme disoccupate e precarie. La prestazione assistenziale, introdotta dalla Finanziaria dell’anno scorso, solo ora si presenta ai nastri di partenza, anche se il suo effetto è retroattivo. La norma prevede che lo Stato si faccia carico, fino a un massimo di tre milioni, dell’indennità di maternità spettante a chi si trova in particolari situazioni di disagio. Per ottenere il contributo è necessaria una domanda. E per i bimbi nati dal 2 luglio 2000 al 6 aprile 2001 i tempi stringono: la richiesta va fatta entro l’8 ottobre.
      A CHI SPETTA – La nuova indennità, che l’Inps chiama «assegno di maternità dello Stato», spetta a tutte le donne residenti, cittadine italiane o comunitarie, o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno (rilasciata allo straniero regolarmente soggiornante in Italia da almeno 5 anni e con un reddito sufficiente per sé e per la sua famiglia, sia che risultino già tutelate dalle norme vigenti (i cosiddetti precari), sia disoccupate. La corresponsione dell’assegno scatta quando si verifica uno dei seguenti casi:

      lavoratrice che già gode di una qualsiasi forma di tutela previdenziale, purché possa fare valere, tra i 9 e i 18 mesi (un anno e mezzo) precedenti la nascita del figlio, almeno 3 mesi di contribuzione versata;

      ex lavoratrice che non ha più la tutela previdenziale (perché disoccupata, ad esempio), purché dalla data della perdita del diritto alla copertura previdenziale, derivante dallo svolgimento di attività lavorativa di almeno 3 mesi, sia trascorso un periodo di tempo non superiore a 9 mesi;

      lavoratrice che abbia interrotto il rapporto di lavoro (sia per licenziamento sia per dimissioni) durante il periodo di gravidanza, purché possa far valere almeno 3 mesi di contribuzione versata nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi precedenti la data di nascita del bambino.

      QUANTO SPETTA – Il sostegno alla maternità praticamente consiste nel garantire un indennizzo di 3 milioni per i figli nati dal 2 luglio 2000 in poi. La somma è corrisposta per intero a chi in quel momento non ha diritto ad alcuna prestazione, o per differenza nei confronti di chi gode già di tutela, ma in misura inferiore. È il caso delle lavoratrici parasubordinate, che pagano il contributo del 13% sulle collaborazioni, le quali hanno diritto a un assegno che dipende dal numero delle mensilità di contribuzione versate. L’assegno spetta anche per i minori adottati o in affidamento preadottivo a partire dal 2 luglio 2000.

      LA DOMANDA – Per ottenere l’indennizzo, che viene corrisposto dall’Inps, bisogna presentare domanda entro il termine perentorio di 6 mesi (altrimenti si perde il diritto), dalla nascita o dall’ingresso in famiglia, in caso di adozioni.
      Le disposizioni di attuazione della Finanziaria 2000 sono state adottate con un decreto entrato in vigore lo scorso 7 aprile. Pertanto, per nascite e adozioni verificatesi dal 2 luglio 2000 al 6 aprile 2001, le domande scadono il 7 di ottobre (con proroga all’8, perché il 7 cade di domenica).

Domenico Comegna


Azienda Famiglia