Matera. Tutti i debiti della Cit Holding

13/01/2006
    giovedì 12 gennaio 2006

    Presentate al Tribunale di Matera quattro istanze di fallimento per 3 milioni di euro

      Preoccupanti le cifre evidenziate in una comunicazione indirizzata dalla spa agli azionisti

        Tutti i debiti della Cit Holding

        È un quadro pesante quello che il gruppo ha presentato alla Consob

        Filippo Mele

          SCANZANO JONICOAumentano le istanze di fallimento nei confronti della Cit Holding, la spa che ha realizzato sul litorale del comune del Metapontino il Villaggio Torre del Faro e l’Hotel Portogreco. Istanze presentate anche da imprenditori della zona coinvolti, loro malgrado, nell’avventura del manager Gianvittorio Gandolfi e nella successiva insolvenza del gruppo. In particolare, le richieste presentate presso il Tribunale di Matera sono, sinora, quattro. La prima è stata promossa contro Progetto Italiano spa per posizioni pregresse ammontanti a 22 mila euro. La seconda da 4 creditori, per un milione di euro, contro Vacanze Italiane spa. La terza da due, per 0,6 milioni di euro, contro Cit Hotels srl. La quarta, per 40 mila euro, contro Cit Invest srl.

          La prossima udienza per le prime tre istanze è stata fissata al 9 febbraio. Per la quarta, al 23 marzo. Progetto Italiano spa, Vacanze Italiane, Cit Hotels srl, e Cit Invest srl, sono consociate della Holding. Altre istanze fallimentari, inoltre, sono state presentate ai Tribunali di Milano e di Varese con udienze nei giorni 1 e 2 febbraio. Insomma, la spa dei maxivillaggi sulla costa jonica lucana è in cattivissime acque. Tanti sono i debiti elencati in una comunicazione alla Consob. Al 30 giugno 2005, quelli commerciali verso fornitori ammontavano ad 82,5 milioni. Debiti scaduti. Così come sono scaduti quelli finanziari netti consolidati al 31 dicembre 2004 per ben 261,8 milioni. E ci sono anche 22,9 milioni di insolvenze tributarie. Ma non è finita. La voce debiti verso istituti di previdenza è pari a 15,5 milioni. E le rate di contributi riconducibili alle società italiane del gruppo, che alla data del 30 settembre 2005 risultano non versate e scadute, ammontano a circa 17,2 milioni.

          Infine, le spettanze ai dipendenti per retribuzioni arretrate. Al netto di 3800 euro di anticipi a persona, a fine novembre 2005, il debito nei confronti dei dipendenti in forza e di quelli dimessisi ammontava a circa 10 milioni. Stante questa situazione ci sono ancora concrete possibilità per il salvataggio dell’azienda? Il consiglio di amministrazione sembra aver fissato una data per conoscere i destini della holding: il 2 febbraio.

          Entro quella data il progetto di bilancio d’esercizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2004 e la situazione patrimoniale al 30 giugno 2005 verranno approvati. Sempre il 2 febbraio il gruppo Soglia, interessato all’acquisto del pacchetto di maggioranza detenuto ancora da Gandolfi, dovrà comunicare le proprie determinazioni definitive in merito al suo intervento finalizzato al risanamento della Cit. Per quel giorno, inoltre, anche il Ministero delle Attività produttive dovrà portare a termine tutti gli adempimenti affinchè sia definitiva la concessione di garanzia relativa al finanziamento di 10 milioni di euro (quale prima tranche a valere su una garanzia di complessivi 75 milioni di euro). E proprio il 2 febbraio il Tribunale di Milano ha fissato il procedimento pre-fallimentare.