Matera. Si tenta il salvataggio di Cit Holding

07/07/2005
    mercoledì 6 luglio 2005

      Domani riunione bis del Consiglio di amministrazione della società

        Si tenta il salvataggio di Cit Holding

          Si fa avanti per ripianare il deficit l’ex presidente di Assolombarda, Benedini

          SCANZANO JONICO. Riuscirà il duo formato dall’avv. Giulio Macrì, presidente del Consiglio di amministrazione da poco più di 7 giorni, e dall’arch. Arcangelo Taddeo, già presidente di Vacanze Italiane, poi membro del Comitato esecutivo di garanzia, ed ora, amministratore delegato, a salvare il gruppo Cit Holding? La domanda è più che mai d’attualità poichè per domani, alle ore 15, è in programma la seconda riunione del nuovo Cda per esaminare la bozza di bilancio al 31 dicembre 2004. Esame già iniziato il 30 giugno scorso ma non concluso. Perchè? «Perchè l’esame – ha fatto sapere la stessa società – è risultato particolarmente complesso soprattutto alla luce dei necessari chiarimenti richiesti dai membri del consiglio». Da qui l’esigenza del rinvio giustificata dalla necessità «di ulteriori approfondimenti e verifiche con la struttura amministrativa».

          Il passaggio dell’approvazione del bilancio, ad ogni modo, è fondamentale. Dietro l’angolo, infatti, c’è l’amministrazione controllata. Proprio adesso che, secondo Macrì, l’ex presidente degli industriali della Lombardia, Benito Benedini, attuale presidente di Fondimpresa, «ha manifestato, con una lettera, il suo rinnovato interesse a partecipare al salvataggio della Cit». In particolare, Benedini avrebbe informato che sta dialogando con banche ed istituzioni con l’obiettivo di verificare la fattibilità di un’operazione integrata. Come finirà? C’è da dire che lo sforzo di Macrì e Taddeo, tra scioperi dei dipendenti, problemi con la Consob (l’organismo di controllo delle società quotate in Borsa, come, appunto, la Cit, che ha manifestato dubbi sul bilancio 2003), istanze di fallimento, dovrà essere notevole se vorranno evitare il crak del gruppo. Crak già decretato dal Tribunale di Roma il 15 giugno scorso per la consociata Italiatur su istanza di 2 creditori per un importo di 320.700 euro.

          Decreto su cui Cit ha presentato opposizione. Un’altra istanza di fallimento, però, è stata presentata al Tribunale di Milano da altri 2 creditori per un importo di 300.000 euro. Ed il Tribunale il 27 giugno scorso, su istanza della società, ha fissato la seconda udienza al 12 ottobre prossimo. Ricordiamo che l’interesse con cui l’opinione pubblica di Basilicata segue le vicende della spa già di proprietà delle Ferrovie dello Stato, poi acquistata dal manager varesino Gianvittorio Gandolfi, deriva dal fatto che essa ha realizzato sulla costa di Scanzano 2 strutture ricettive per 1800 posti letto e che ha ancora da attuare un Contratto di programma per 550 miliardi di vecchie lire.

        Filippo Mele